Richard Carapaz, il contadino predestinato: il tumore, l’incidente, Pantani e la bicicletta trovata nella spazzatura

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Una storia unica per un campione altrettanto unico: Richard Carapaz, dalla malattia della madre al grave incidente in allenamento

La storia di Carapaz è davvero speciale: l’ecuadoriano della Movistar ha conquistato oggi la 102ª edizione del Giro d’Italia, lasciandosi alle spalle campioni del calibro di Nibali e Roglic. La storia di Carapaz, però, comincia da molto lontano: il ciclista 26enne ha iniziato a pedalare a Playa Alta, una piccola località dell’Ecuador, dove ancora vivono i suoi genitori, perchè innamoratosi delle imprese di Marco Pantani viste su Youtube.

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La prima volta che Carapaz salì su una bici, esattamente una mountain bike, fu all’età di 8 anni, ma l’ecuadoriano, dopo aver trovato nella spazzatura una bicicletta rotta e senza tubolari decide di dire mettere da parte la mountain bike per iniziare la sua nuova avventura sulla bici da strada.

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Carapaz ha così iniziato a scalare le montagne della Colombia, dove è stato notato per il suo talento ed è così che da lì è iniziata la sua carriera. Una storia, quella dell’ecuadoriano, di sacrifici e sofferenza: Richard, sopravvissuto ad un gravissimo incidente mentre si allenava per le strade di casa, ama infinitamente la sua famiglia e l’ha sempre aiutata nel momento del bisogno, andando a lavorare nei campi quando la madre scoprì di essere malata di cancro. Un amore ricambiato: Ana Luisa, che adesso sta bene, insieme a papà Antonio, ha preso per la prima volta nella sua vita un aereo, per raggiungere il figlio Richard e festeggiare con lui il fantastico traguardo raggiunto.

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Avevamo paura ma il cuore è felice. Non lo avrei mai immaginato, è incredibile vederlo diventare campione“, ha affermato Antonio Carapaz. “Un’emozione grande“, ha aggiunto mamma Ana.

Una storia unica, per un campione unico. Complimenti Richard! 

 

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About Rita Caridi (33484 Articles)
Nata a Reggio Calabria il 18 giugno 1990 ama tutti gli sport, con un focus particolare sui motori e la pallacanestro. Scrive su SportFair dal 2015
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