Mondiali Atletica – Il virus, la quarantena e quella gara corsa da solo sotto il diluvio: Isaac Makwala, una rivincita lunga 200m [FOTO e VIDEO]

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Contrae un virus, infetta una trentina di atleti, viene allontanato come un appestato ed è costretto a correre da solo contro il diluvio. E si qualifica! Che storia quella di Isaac Makwala

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Il virus, la quarantena e la rivinci: la storia di Isaac Makwala – I Mondiali di Atletica di Londra 2017 ci regalano una storia degna di un film. Il genere? Qulcosa a metà fra l’horror e il drammatico. Il protagonista di questa particolare vicenda è Isaac Makwala, sprinter della Botswana che nella giornata di lunedì si è beccato un virus. La malattia gli ha provocato una serie di disturbi gastrointestinali che lo hanno costretto a vomitare in camera di chiamata. Una volta tornato in hotel il virus si è propagato contagiando altri 30 atleti. Dopo la visita del medico, l’atleta è stato messo in quarantena. Una scena degna di un film del compianto George Romero.

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Il virus, la quarantena e la rivinci: la storia di Isaac Makwala – C’è un piccolo dettaglio che è sfuggito a qualcuno però: Makwala non sapeva di essere in quarantena. Nella giornata di martedì, l’atleta, apparentemente in salute, si è quindi presentato allo stadio olimpico per sfidare Van Niekerk sui 400m, la sua specialità. La Iaaf a quel punto ha dato l’ordine alla sicurezza di non farlo entrare allo stadio e il ragazzo è stato bloccato e trasportato via di forza, come un appestato. La scena ha fatto il giro del mondo.

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Il virus, la quarantena e la rivinci: la storia di Isaac Makwala – Successivamente, complice la figuraccia sotto gli occhi del mondo e le minacce di un’azione legale da parte del Botswana, è stato permesso a Makwala di gareggiare almeno per i 200m. Tutto risolto dunque, tranne per il fatto che la batteria per la qualificazione alla semifinale dei 200m si era corsa 2 giorni prima! Con 48 ore di ritardo, successivamente alla riammissione, Isaac Makwala ha corso da solo sotto una pioggia battente nella corsia sette della pista d’atletica completamente vuota. Il ragazzo ha sfrecciato da solo, concludendo la propria performance in 20’’20, piazzandosi secondo dietro all’americano Young e staccando quindi il pass per la semifinale. A fine gara c’è anche tempo per un pizzico di polemica: “ho gareggiato con rabbia e Dio, che è giusto, mi ha aiutato. Ma io ho il cuore spezzato: la Iaaf mi ha tolto i 400, la mia gara. Chi me li ridarà?“, ha spiegato Isaac. Una storia che sa di rivincita, lunga 200m!

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