Barba, tattoo e 2 bandiere: l’oro dei 200m ritorna ‘bianco’ dopo 16 anni, Ramil Guliyev è l’erede di Usain Bolt! [FOTO e VIDEO]

  • LaPresse/PA

    LaPresse/PA

  • LaPresse/PA

    LaPresse/PA

  • LaPresse/PA

    LaPresse/PA

  • LaPresse/PA

    LaPresse/PA

  • Szwarc Henri/ABACA

    Szwarc Henri/ABACA

  • Szwarc Henri/ABACA

    Szwarc Henri/ABACA

  • Szwarc Henri/ABACA

    Szwarc Henri/ABACA

  • LaPresse/Xinhua

    LaPresse/Xinhua

  • LaPresse/Xinhua

    LaPresse/Xinhua

  • LaPresse/Xinhua

    LaPresse/Xinhua

  • LaPresse/Xinhua

    LaPresse/Xinhua

  • LaPresse/Xinhua

    LaPresse/Xinhua

/

Barba folta, pieno di tattuaggi, ha corso e vinto l’oro dei 200m con 2 anelli, una catenina e un orologio, festeggiando con 2 bandiere diverse: ecco chi è Ramil Guliyev l’eccentrico erede di Usain Bolt

LaPresse/Xinhua

C’era una volta Usain Bolt... Qella che potrebbe benissimo essere il racconto di una storia, che chissà magari un giorno verrà raccontata alle nuove generazioni, è invece il punto di partenza di una nuova era per l’atletica moderna. La disciplina dei 200m infatti non ha più il suo padrone, il dominatore che nelle ultime 4 edizioni ha reso vani gli sforzi di qualsiasi avversario. Se alla mancanza di Bolt aggiungiamo che questi sono i Mondiali delle sorprese, è facilmente intuibile come nella gara dei 200m c’era da aspettarsi il colpo di scena.

LaPresse/Xinhua

L’oro è andato infatti ad un personaggio pittoresco, il turco (ma nato in Azerbaigian) Ramil Guliyev. Basta guardarlo per capire che non stiamo parlando di un ragazzo qualsiasi: del resto è il primo bianco a vincere l’oro nei 200 metri dopo 16 anni, l’ultimo fu il greco Konstantinos Kenteris ad Edmonton nel 2001. Giusto per divincolarci da eventuali discorsi su colori della pelle e predisposizioni naturali, spostiamo la nostra attenzione sul fatto che di bianco Ramil non abbia poi molto, visto che il suo corpo è un murales ricoperto di tatuaggi capace di chiudere a 20″09 e precedere il favorito Wayde Van Niekerk nel rush finale.

Szwarc Henri/ABACA

Non solo tattoo, ma anche una folta barba, due anelli al dito medio e a quello anulare della mano sinistra, un orologio al polso sinistro e al collo una catenina per un look che non è di certo passato inosservato. Come del resto le due bandiere con le quali ha festeggiato la vittoria. Quella azera legata al collo come un mantello e quella Turca fatta sventolare in alto. Il motivo? Come vi abbiamo già anticipato, Ramil Guliyev è nato in Azerbaigian ma ha successivamente deciso di correre per la Turchia, decisione per la quale ha subito una squalifica e diverse pressioni dal governo azero.

LaPresse/PA

La BBC ha parlato di vittoria shock, ma a ben vedere se il ragazzo è oro nei 200 e argento nei 100 agli europei juniores di Novi Sad nel 2009, sui 200 aveva il miglior tempo giovanile dopo quello di Bolt e può vantare di essere il terzo bianco sotto i 10”00 nei 100 dopo Lemaitre e Gemil, un motivo ci sarà. Ramil Guliyev non ha tempo per le polemiche e dopo il suo straordinario successo ha dichiarato: “non è uno shock, perché volevo vincere. Sono orgoglioso della mia impresa. Per me ha un valore particolare questo successo. Dimostra che nella vita bisogna crederci sempre, che se ti poni un obiettivo e ti sacrifichi, puoi farcela. La gara è stata durissima. Quando corri, non pensi a nulla. Cerchi di dare il massimo perché non hai neppure il tempo di capire che cosa sta accadendo intorno. La prima cosa che mi sono chiesto quando ho superato il traguardo era se ero primo, secondo o terzo, ma dentro di me ero convinto di avercela fatta. Ho corso la migliore gara di sempre al momento giusto. Ho mostrato il mio valore in tutto il mondiale, non solo in finale. E’ la fase più importante della mia carriera. Ho gareggiato contro i più bravi in assoluto e perciò non mi ha dato fastidio che le attenzioni fossero concentrate su di loro. Alla prossima competizione, penseranno anche a me, come l’erede di Usain Bolt, o più semplicemente solo il nuovo campione da battere, Ramil Guliyev.

FotoGallery