No all’autonomia, l’ira di Fontana e Zaia

Milano, 20 lug. (AdnKronos) – ”Il Paese è nelle mani di cialtroniche per un pugno di voti soffocano un volano di crescita come l’e contrabbandano il tutto come una battaglia nord contro sud”. Spara a zero Attilio Fontana, dopo il no al pacchetto sull’autonomia proposto dal governo. Per il governatore della Lombardia è giunto il momento di denunciare agli italiani ”i biechi interessi politici” che si nascondono dietro il mancato accoglimento delle richieste di Lombardia e Veneto.
”Qualcuno – dice all’Adnkronos – vuole apparire paladino del Sud e salvare un po’ di voti, ma così facendo fa un danno al paese e al Sud stesso”. Dati alla mano, Fontana sostiene che ”dalla riforma dell’autonomia il primo a beneficiarne sarebbe proprio il Mezzogiorno che avrebbe delle opportunità. Invece siamo nelle mani di alcuni cialtroni bravissimi nel comunicare, ma che stanno impedendo che si realizzi l’efficienza per la crescita del Paese e che andrebbe a vantaggio anche del Sud”. Il governatore non capisce come mai ”se con l’autonomia finanziaria il residuo fiscale grazie alla crescita fosse maggiore e quindi ci fossero più risorse, il Sud ne dovrebbe avere un danno”. E si chiede dove sarebbe il danno se la Lombardia ”decidesse di far seguire gli studenti da professori che durano tutto il ciclo di studi e non come oggi con supplenti e cambi continui. E magari pagarli anche di più visto che il loro stipendio è una vergogna. Si fa un danno al Sud?”.
La verità è che ”sono tutti in malafede. Non c’è nessuna perdita e nessuna riduzione di trasferimenti. Io parlo di ragazzi e di futuro, loro parlano di centri di potere. Io parlo di crescita e loro si inventano stupidate. Nessuno ha mai detto che ogni regione si trattiene le proprie tasse. Tratteremmo le somme che oggi lo Stato spende per svolgere determinati servizi, dando le stesse prestazioni e pure risparmiando”.
Il governatore non ha dubbi: ”Aquesti signori interessa solo gestire il potere, non gliene frega niente che il Sud stia meglio, ma in questo modo, con l’assistenzialismo, lo tengono schiavo togliendo a queste straordinarie terre un sacco di opportunità. Hanno bisogno di tenerli in questa situazione di sudditanza perché se il Sud riuscisse a emergere, emergerebbe anche che loro sono degli incapaci e questa è una certezza”. Basti vedere, secondo Fontana, come nonostante tante parole contro il Nord ”per il Sud non si riescano a spendere i fondi europei. Dopo cinque anni il Mezzogiorno ha impiegato l’1% delle risorse, il nord l’83%. E allora non è questione di risorse, ma di capacità: i soldi ci sono, ma loro non li spendono. Si capisce perché non vogliono fare la riforma”.
Insomma o ”questo Paese si sveglia e si rende conto che fino a quando restiamo nelle mani di questa gentaglia che si è messa a fare vecchia politica, a fare riforme per accontentare tutti e quindi nessuno, o si rischia l’abisso. Il Paese intero rischia l’abisso. Si rischia di perdere il treno del cambiamento che altre nazioni hanno già preso e che mostrano un’altra velocità. Se si decide di imbrigliare la Lombardia, poi si imbriglia anche il Paese a alla fine continuando a soffrire rischierà di chiudere per davvero”.
Anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, parlando all’AdnKronos lancia un ultimatum. “Conte ora ha davanti a sé a due alternative: o ci presenta il testo” sull’autonomia differenziata “o getta la spugna, ma se butta la spugna manda all’aria tutto. Io tifo perché ci sia un testo” ma che “si tratti di autonomia vera e non di una presa in giro”. Zaia invita i detrattori a “piantarla coi discorsi sull’unità nazionale minata, sulla secessione, su un Paese di serie A e serie B”. “Noi stiamo solo chiedendo l’applicazione della Costituzione: chi dice il contrario, dice che la Costituzione è incostituzionale”, conclude.
“La Costituzione – ricorda- prevede infatti un’intesa tra governo e Regione. Spero che il governo metta presto fine a questa agonia – aggiunge riferendosi alle tante riunioni a cui sono seguiti scontri tra i due alleati di governo – e a stretto giro di posta ci sottoponga una proposta organica, ci sottoponga un articolato”. Finora, dice Zaia ricorrendo a una metafora calcistica, “abbiamo assistito solo al riscaldamento a bordo campo, la partita inizia col calcio di inizio”. E l’obiettivo è portare avanti una partita che consenta di “condensare le due proposte, perché non è il governo che decide il testo – rimarca ancora – la sua idea di autonomia potrebbe non coincidere con la nostra”. E l'”esaltazioni dei grillini” quando ieri, ad esempio, è arrivato lo stop all’assunzione diretta dei docenti “non c’entra nulla con la nostra proposta. E’ fondamentale – per il governatore veneto – che si chiuda presto lo stillicidio di notizie a oltranza, si vada avanti col testo e poi, solo poi, si vedrà se siamo disposti a sottoscriverlo”.
“Per quanto riguarda i 5 stelle – aggiunge Zaia togliendosi un sassolino dalla scarpa – nessuno ha visto una loro proposta su autonomia, è chiaro che non hanno progetti, solo commenti sulle idee altri e questo non è corretto. I prossimi giorni saranno decisivi, vediamo cosa ne viene fuori”.
Anche “l’EmiliaRomagna aspetta parole di chiarezza dal governo sull’autonomia: la nostra Regione non ha chiesto 1 euro in più ed è sacrosanto aiutare i territori più svantaggiati” scrive in un post su Facebook il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. “Ma se qui, attraverso una gestione più efficiente delle risorse, riusciamo a risparmiare, allora è giusto che questi soldi siano reinvesti sul nostro territorio e usati per dare migliori servizi ai cittadini dell’Emilia-Romagna, non per altro”. “Già ora, ad esempio, l’Emilia-Romagna ha risparmiato 662 milioni di euro in 4 anni grazie alla centrale unica per gli acquisti della Regione – sottolinea – Un’esperienza virtuosa che andrebbe replicata ovunque, mentre sento troppe chiacchiere su presunte spending review (in Italia c’è chi ne parla e chi la fa: le due categorie non coincidono mai)”.
“Le accuse di Zaia e Fontana? Noi lavoriamo a livello di governo insieme alla Lega e le migliorie apportate al testo sono frutto di un processo concordato con l’alleato, dunque con la Lega stessa”. Così fonti governative M5S all’AdnKronos, commentando le parole dei governatori di Lombardia e Veneto. “Non capiamo pertanto tutto questo nervosismo e gli attacchi rivolti al premier Giuseppe Conte. L’autonomia si farà perché è giusto venire incontro alle richieste di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, nel rispetto dell’unità nazionale e di tutte le altre regioni”.

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