Mondiali di Nuoto 2019 – Flamini e Minisini verso l’argento nel duo libero a Gwangju

AFP/LaPresse

Azzurri verso un fantastico argento ai Mondiali di Gwangju: Flamini e Minisini secondi alle spalle solo della Russia nel duo libero

Verso il secondo argento consecutivo, terza medaglia iridata nel libero dal bronzo conquistato nell’allora inedita routine che ha esordito a Kazan, nel 2015. Manila Flamini e Giorgio Minisini sono “Angeli e Demoni” con la coreografia di Anastasia Ermakova e Stephan Miermont e la colonna sonora “The Duel Drum & Piano” di Balazs Havasi, sublime pianista ungherese, definito il più veloce del mondo. Ammaliatrice, lei lo istiga; candido e puro, lui fugge le lusinghe, ma poi s’incontrano perché non tutte le tentazioni sono perniciose e a volte vale la pena viverle.

La routine della coppia italiana – entrambi tesserati con Fiamme Oro Roma e Aurelia Nuoto e già d’argento nel tecnico dopo lo storico urlo d’oro di due anni fa – è cresciuta molto nel tempo, soprattutto grazie agli elementi di difficoltà inseriti nell’ultima stagione, ed è valutata 91.6 (27.2 per l’esecuzione, 36.8 per l’impressione artistica e 27.6 per la difficoltà), punteggio che pone gli azzurri alle spalle della Russia, campione della specialità da sempre (due mondiali e due europei).

Gian Mattia D’Alberto / LaPresse

Siamo distrutti, questo doppio è la morte dei sensi – racconta Minisini (bronzo mondiale nel 2015, argento europeo nel 2016 e mondiale nel 2017 con Mariangela Perrupato e argento europeo nel 2018 con Flamini) – Dura circa un minuto più del tecnico, ma è veloce, lungo, intenso, pieno di apnee e collegamenti con quattro connessioni su altrettante vasche, difficile da gestire dal punto di vista dello scivolamento perché poi le connessioni tendono a fermare l’esercizio ed invece i giudici vogliono che continui a muoverti e quindi rispetto ad altri doppi che ne hanno meno dobbiamo svolgere il doppio del lavoro. Noi abbiamo puntato tanto sulle difficoltà quest’anno. Vista la gara forse sarebbe stato meglio presentare figure più semplici perché più comprensibili ai giudici – continua il 23enne di Ladispoli – Una verticale statica è facile da vedere e da segnare, mentre una verticale a 45° rischi che si perda. Abbiamo preso questo rischio perché volevamo portare qualcosa di più complicato, che sentissimo di più”.

minisini flamini

LaPresse/Reuters

Per noi questo esercizio è il massimo che potessimo eseguire – continua Flamini, 31enne di Velletri – Lo portiamo da due anni. Lo sentiamo nostro ed eravamo abbastanza tranquilli. Sapevamo quello che dovevamo fare. Lo conosciamo nel profondo. Solo in stagione l’abbiamo nuotato in gara una quindicina di volte. E’ complicato, probante dal punto di vista fisico. Basti pensare alla prima apnea che dura 17-18 secondi. Eppure l’abbiamo voluto rendere ancora più complesso. Così abbiamo cambiato un intero pezzo di gambe la settimana scorsa su suggerimento di Stephan Miermont. Ci ha detto che l’esercizio aveva tutto, ma che avremmo potuto renderlo più difficile. Siamo stati da lui a Los Angeles e siamo interventi tra le seconda e la terza vasca, inserendo tutte le difficoltà possibili quando eseguiamo la spirale discendente con risalita. Abbiamo anche inserito una spinta in rotazione con braccia e gambe completamente fuori dall’acqua. La prima volta che l’abbiamo provata ho detto a Miermont che non si poteva fare. La seconda volta ci siamo riusciti, ma io continuavo a dire: sì, ma non si può fare, nel corso dell’esercizio non avremo questa forza. Ed invece eccola qua“.

Non sempre però la giuria riesce ad interpretare le difficoltà inserite in una routine, soprattutto se eseguita in velocità. “Purtroppo non sempre tutto questo lavoro viene premiato, almeno nell’immediato – sottolinea Minisini – Nel campionato sono stati valutati meglio esercizi facili e comprensibili a rispetto ad altri con difficoltà superiori”. “Forse i giudici dovrebbe avere un ausilio con difficoltà dichiarate – approfondisce Flamini – Sarebbe più facile seguire gli esercizi e potrebbero essere inseriti dei coefficienti come nella ginnastica“.

Comunque la Russia ha sempre seguito meglio di noi questo esercizio – sottolinea Minisini – La loro routine è coinvolgente, piace al pubblico, alla giuria, ed è giusto che stiano avanti“. “Noi partivamo sfavoriti. Ne eravamo coscienti, ma la differenza è sempre un punto e mezzo. Come se non cambiasse nulla in meglio o in peggio“, puntualizza Flamini che vede “una continua crescita del movimento con l’inserimento di nuovi sincronetti come l’australiano, il brasiliano, l’uzbeko e il colombiano. Purtoppo stanno lasciando il canadese, il francese e il greco. Questi saranno gli anni del rinnovamento anche grazie all’inserimento del doppio misto nei campionati internazionali giovanili“. E Bill May potrebbe finire fuori dal podio anche nel libero.

minisini flamini

LaPresse/Reuters

Ho parlato con May dopo il tecnico – racconta Minisini – Ormai non è più solo uno sportivo, ma uno showman. E’ immerso nella realtà del Cirque du Soleil e non ha avuto molto tempo per allenare con la compagna il doppio misto rispetto ai giapponesi che quindi è giusto che vengano premiati. Da questo punto di vista May è uno sportivo. Se fossero due quarti posti certamente non saranno considerati una macchia della sua carriera e del suo attivismo per rendere ufficiale la disciplina del sincro misto“. “Peraltro – continua Flamini – se pensiamo che Abe Atsushi aveva pensato addirittura di smettere dopo i risultati negativi di Kazan ed invece ora lotta per il podio significa che ci troviamo davanti ad un atleta che merita rispetto per la crescita compiuta. Stiamo parlando di due eroi dello sport ed è sintomo di crescita ed evoluzione del duo misto“.

Gli azzurri torneranno in vasca sabato 20 luglio alle 17:00 locali, le 10:00 italiane. Per Manila Flamini sarà l’ultima gara della carriera o di una pausa per privilegiare la famiglia e coronare il desiderio di diventare mamma.

Valuta questo articolo

No votes yet.
Please wait...
About Rita Caridi (34142 Articles)
Nata a Reggio Calabria il 18 giugno 1990 ama tutti gli sport, con un focus particolare sui motori e la pallacanestro. Scrive su SportFair dal 2015


FotoGallery