Inter, Marotta fa il punto sul mercato: “Icardi e Nainggolan profili non necessari. Barella e Dzeko? Partita a scacchi”

Marotta Fabrizio Corradetti - LaPresse

Beppe Marotta fa il punto sulle cessioni dell’Inter: Icardi e Nainggolan fuori dal progetto nerazzurro targato Antonio Conte. In entrata

Nel giorno della conferenza stampa di Antonio Conte anche Beppe Marotta regala alcune dichiarazioni piuttosto scottanti. Il dirigente nerazzurro si esprime sulle cessioni di Icardi e Nainggolan, spiegando che entrambi i giocatori risultano fuori dal progetto targato Antonio Conte: “quando si definisce un progetto bisogna identificare i profili necessari per realizzarlo. Non entro nei particolari, con tutte le componenti societarie siamo arrivati a questa conclusione sofferta. Non siamo sprovveduti, siamo professionisti. Abbiamo l’obbligo di rispettare gli uomini e considerare i giocatori come asset patrimoniali. Non vogliamo depauperare il patrimonio ma le scelte vanno fatte con coraggio, il coraggio delle proprie azioni. Abbiamo deciso di muoverci così in modo omogeneo, sicuri di fare il bene della società senza mancare di rispetto a nessuno. Il fatto di dichiararlo pubblicamente fa parte di questo mondo. Si alleneranno con noi, ci sono dei diritti e dei doveri. Escludo che Icardi vada alla Juve, ora non ci sono le minime condizioni. Bisogna trovare una società che soddisfi le esigenze del calciatore, la volontà del calaciatore è prioritaria ma adesso non si vede nemmeno l’ombra della Juve“.

Per quanto riguarda il mercato in entrata: “Barella? Abbiamo letto le dichiarazioni dei dirigenti del Cagliari che stimo e rispetto, anche se non sono perfettamente d’accordo. Una società venditrice ha il diritto di fare il prezzo che vuole ma il compratore ha il diritto di stabilire il valore. Non mi esprimo in valutazioni ulteriori, si tratta di una dinamica del calciomercato. Bisogna avere pazienza. Esiste una congruità di valore che sta al compratore stabilire.

Dzeko? Come per Barella, siamo davanti a uno scenario da partita a scacchi, il venditore cerca di essere più bravo del compratore. E’ un obiettivo, il fatto che il giocatore abbia manifestato il suo assenso non significa più di tanto perché rispettiamo la società che ne detiene i diritti sportivi. Noi ci muoviamo con raziocinio nel rispetto dei nostri parametri e delle nostre considerazioni sulla valenza economica del calciatore. Siamo in una fase interlocutoria“.

Valuta questo articolo

No votes yet.
Please wait...
About Mirko Spadaro (16489 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 9 agosto 1993 è un esperto di basket e calcio, ama tutti gli sport a 360 gradi. Scrive su SportFair dal 2016


FotoGallery