I sacrifici della madre, 5 bambini e un frigo vuoto: la storia di Kyle Lowry, dalle strade di Philadelphia alle Finals NBA

Lowry LaPresse/Reuters

Kyle Lowry questa notte può vincere il primo anello NBA della sua carriera, ma non sente la pressione. La stella dei Raptors ha visto la povertà, le difficoltà della famiglia e il frigo vuoto: problemi più grandi rispetto ai Golden State Warriors

Questa notte i Toronto Raptors hanno il primo di 3 match point utili per chiudere le Finals NBA e laurearsi campioni. Una vittoria che avrebbe il sapore dell’impresa, impronosticabile alla vigilia, vista la caratura degli avversari: contro i Golden State Warriors bi-campioni in carica, vincitori di 3 finali nelle ultime 4 edizioni e in cerca del three-peat, la franchigia canadese sembrava la vittima sacrificale perfetta. Ed invece alle soglie di Gara-4, il punteggio recita 1-3 in favore dei Raptors con la possibilità di porre fine alla dinastia Warriors.

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La gara di questa notte, da giocare alla Scotiabank Arena di Toronto, sarà dunque carica di pressione. Chi non la avvertirà minimamente sarà Kyle Lowry. Il motivo? Lo spiegano le sue radici. Il playmaker di Toronto è cresciuto in uno dei quartieri più malfamati di Philadelphia, in condizioni davvero difficili. I suoi genitori hanno rotto quando lui era un bambino e il padre ha lasciato la famiglia. La madre e la nonna si sono dunque rimboccate le maniche per crescere da sole Kyle, suo fratello e 3 cuginetti. Sveglia alle 05:00 del mattino, viaggio per oltre un’ora con i mezzi pubblici, due lavori per cercare di non fare mai mancare una tazza di cereali e un po’ di latte ai piccoli.

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La mamma e la nonna hanno tolto Kyle Lowry dalla strada, l’NBA gli ha dato la possibilità di riscattare un passato di povertà e tristezza e achi gli chiede se senta la pressione nel giocare Gara-4 risponde: “che cos’è la pressione per me? Passare ciò che hanno passato mia mamma e mia nonna per sfamare me, mio fratello, mio cugino, l’altro mio cugino e il terzo cugino, il più piccolo. Andare a lavorare svegliandosi alle 5 del mattino, per farci trovare una tazza di cereali nel frigo e un po’ di latte. Essere in grado di provvedere per me e mio fratello, per la mia famiglia, questa è la vera pressione. Significa questo essere ‘sotto pressione’ per me. La volontà di fare in modo che tuo figlio veda un mondo migliore di quello che hai visto tu. Prendere i mezzi pubblici per viaggiare ad un’ora e mezza di distanza. Questi sono i veri eroi secondo me. Andare a lavorare, faticando e facendo tutto il possibile per provvedere alla tua famiglia e proteggere chi devi proteggere”.

Gara-4 per fare la storia, con la leggerezza di chi ha visto la cruda realtà con gli occhi di un bambino e sogna l’anello con quelli di un adulto.

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About Mirko Spadaro (16489 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 9 agosto 1993 è un esperto di basket e calcio, ama tutti gli sport a 360 gradi. Scrive su SportFair dal 2016


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