Basket – L’Olimpia Milano presenta Ettore Messina, dai motivi che lo hanno spinto a tornare in Italia ai ‘segreti’ per vincere

LaPresse/Belen Sivori

E’ stato presentato ufficialmente oggi Ettore Messina, nuovo coach e ‘president of basketball operations’ dell’Olimpia Milano

L’Olimpia Milano ha presentato ufficialmente questo pomeriggio Ettore Messina, come nuovo allenatore ma anche ‘president of basketball operations’, ruolo che lo ha convito a dire sì al progetto milanese.

LaPresse/Daniele Montigiani

Quando ho deciso di andare a fare l’assistente di Popovich era perchè in quel momento avevo molta voglia di lavorare con determinate persone. San Antonio è l’organizzazione con i valori più alti dal punto di vista del fare le cose insieme. Stando poi lì si alimenta l’idea che avrei potuto essere un giorno l’erede di Popovich o di allenare altrove e ci sono andato vicino parlando con alcune squadre. Mi avrebbe fatto piacere ma non ci sono arrivato. Ma questo non è collegato al mio arrivo qui e se mi avessero proposto solo di allenare, non sarei stato interessato. Ma allenare e scegliere e coordinare le persone mi piaceva. Poi, una volta scelte le persone, faro’ solo l’allenatore come fa Popovich a San Antonio, dove c’è Buford che si preoccupa di fare tutto quello che è necessario fare e Popovich ha l’ultima parola sulla firma o sulla cessione di giocatori, sulle grandi decisioni strategiche“, queste le parole del coach siciliano in conferenza.

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La speranza è di non utilizzare mai il diritto di veto perchè con fiducia reciproca e condivisione del metodo di lavoro la macchina va avanti e ti limiti a mettere un occhio non ossessivo. Dopo 5 anni da assistente mi sarebbe piaciuto tornare ad allenare e non nego che la possibilità di provare a fare le cose con persone con cui credo di poter lavorare bene, portando le cose avanti con quelli che per me sono i criteri giusti, è la cosa più importante. Non è una questione di controllo o di manie di potere da dittatore coreano ma sapere di non dover perdere energie nervose in certe situazioni e che una volta che si arriva a una posizione, è difesa da tutti“, ha continuato.

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Vincere lo scudetto e arrivare ai play-off di Eurolega sono risultati che dipendono dai comportamenti delle persone, da come ti alleni, da come ti prepari, come rispetti te stesso. L’Eurolega è molto competitiva e anche il campionato italiano è più competitivo: se non sei preparato e non ci metti impegno, puoi perdere contro chiunque“, ha continuato l’ex ct azzurro prima di aprire una parentesi sul roster: “non credo siano prospettabili delle rivoluzioni, anche perchè ci sono dei contratti. Bisogna poi fare le riflessioni in base al budget, vedendo cosa è disponibile. Quando avrò parlato con tutti i giocatori, comincerò a farmi un’idea di ciò che può essere utile e cosa no per la squadra. Di sicuro, più che fra italiani e stranieri, distinguo fra chi è capace e disponibile a giocare e chi non lo è perchè la gente si identifica più con l’atteggiamento che col passaporto“.

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About Rita Caridi (33483 Articles)
Nata a Reggio Calabria il 18 giugno 1990 ama tutti gli sport, con un focus particolare sui motori e la pallacanestro. Scrive su SportFair dal 2015
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