Morte Lauda, il pensiero di Binotto: “era un cavaliere senza paura, mi disse che sarei stato l’uomo giusto per la Ferrari”

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Il team principal del Cavallino ha voluto ricordare anche lui Lauda, scomparso la notte scorsa all’età di 70 anni

Avversario leale, idolo d’infanzia. Niki Lauda è stato questo e altro per Mattia Binotto, cresciuto assistendo alle imprese del pilota austriaco e di Regazzoni al volante della Ferrari.

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Immagini scolpite nella mente dell’ingegnere reggiano, che ha espresso la propria commozione sul sito ufficiale della scuderia di Maranello: “i miei ricordi di Lauda sulla Ferrari fanno parte dell’infanzia quando da bambino vedevo lui e Regazzoni vincere con il Cavallino Rampante sulle piste di tutto il mondo. Avevo meno di dieci anni e nel mio immaginario era un cavaliere senza paura. Una volta in Formula 1, il mio rapporto con Niki è sempre stato di stima reciproca. Credo che grazie alla sua bravura e al suo indubbio carisma abbia contribuito a far conoscere e amare nel mondo il nostro magnifico sport. Ricordo con affetto quella volta in cui mi disse che con il mio approccio svizzero sarei stato la persona adatta a mettere ordine nell’italianissima Ferrari. Dopotutto Niki era così, una persona schietta e diretta con la quale non sempre si era d’accordo ma cui non si poteva non voler bene”.

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About Ernesto Branca (27554 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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