Internazionali d’Italia, a tutto Nadal: “difficile diventare come me, ma giusto provarci. Ritiro? Vi svelo le mie intenzioni”

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Il tennista spagnolo ha parlato del suo modo di vedere il tennis e dei suoi progetti futuri, sottolineando di non pensare al ritiro

Giornata di relax ieri al Foro Italico, la pioggia non ha permesso ai protagonisti degli Internazionali d’Italia di scendere in campo, così molti ne hanno approfittato per rigenerarsi e dedicarsi ad altre attività.

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Rafa Nadal si è concesso ai microfoni della Gazzetta dello Sport, parlando del suo modo di vedere il tennis e del suo futuro prossimo, che non contempla al momento il ritiro. Sono 80 i tornei vinti in carriera, di cui 17 Slam e otto Internazionali d’Italia, numeri che comunque non lo spingono all’autoesaltazione: “non sono stupito di non aver ancora vinto un torneo sulla terra quest’anno, la normalità non sta nel vincere sempre. Anzi, forse non era normale ciò che avevo fatto negli anni precedenti. Comunque mi sento bene, a Madrid ho giocato un paio di buonissime partite anche se poi la semifinale con Tsitsipas non è stata all’altezza. L’obiettivo è di fare un ottimo torneo, come sempre. Il mio feeling con gli Internazionali? Beh, un torneo che vinci alla prima partecipazione e dopo una finale di oltre cinque ore contro un giocatore fortissimo sulla terra come era allora Coria, non può che restarti nel cuore. E poi amo l’Italia, la sua cucina, la passione che mi riserva tutte le volte che vengo da voi. Mi regalate sempre ricordi indimenticabili. Riduttivo essere considerato il più forte sulla terra? Direi di no, anzi è un motivo di orgoglio: significa che sulla terra ho ottenuto risultati degni di essere ricordati. Poi ogni vittoria per me ha lo stesso valore, sono contento di aver avuto una carriera che mi ha consentito di dimostrare di essere competitivo su qualunque superficie“.

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Nadal poi sottolinea di non avere ancora la minima intenzione di ritirarsi: “vado a pescare tutte le volte che posso, sono stato fortunato nella mia vita, sto facendo quello che mi piace e per tanti anni la salute mi ha assistito, pur con qualche acciacco il mio fisico regge ancora e mi consente di continuare a coltivare la passione per il tennis. Tornare da un infortunio è sempre più difficile e stancante, sicuramente nella mia carriera ho avuto più guai fisici di quanti normalmente si riescano a sopportare, però per il momento mi hanno sempre consentito di tornare a giocare, di lottare per i traguardi che mi sono sempre posto. Gli infortuni fin qui non mi hanno impedito di raggiungere grandi obiettivi e spero mi lascino ancora del tempo per inseguire le mie illusioni. Quel che conta sono le motivazioni, io quando mi sveglio alla mattina mi sento motivato come il primo giorno che presi in mano la racchetta“.

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Non manca poi un consiglio per i bambini che si avvicinano al tennis: “innanzitutto sarei onesto e dico che è molto difficile diventare come me. Ma aggiungerei che se ce l’ho fatta io, è giusto che anche loro inseguano i propri sogni e ci provino. Ma tenendo sempre presenti alcuni valori fondamentali. Prima di ogni cosa, non va perso mai il gusto del divertimento. In secondo luogo, va accettata la sofferenza, cioè il sacrificio del lavoro duro, anche se potrà comportare dolore. E non bisogna mai considerare l’allenamento un peso insopportabile, un male inutile e dunque da evitare. Infine, serve passione per quel che fa: se il tennis non gli piace per uno dei motivi che ho elencato prima, non bisogna andare avanti. Conta molto anche l’educazione in merito al rapporto con la vittoria e la sconfitta, che non devono diventare un’ossessione. E poi entrano in gioco le qualità fisiche e le doti tecniche: fondamentali per provare a rimanere a un piano superiore”.

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Nadal poi chiosa: “non penso che sia normale vincere 11 volte il Roland Garros, anzi sono convinto che si tratti di un risultato molto difficile da ripetere. Però se ci sono riuscito io, che sono una persona normale che ha scelto di giocare a tennis, è possibile immaginare che ci possa arrivare anche qualcun altro. Certo, non so se riuscirò a vederlo di persona. Il matrimonio? Ciascuno gestisce il suo privato con sensibilità diverse, sono momenti molto personali. Sicuramente la vita non cambierà molto rispetto a ora“.

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About Ernesto Branca (28995 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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