L’Ecobonus funziona? I dati dicono di sì ma non per sempre: in un mese già dimezzate le risorse

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Primi segnali dell’Ecobonus: ad aprile, risultano in crescita le immatricolazioni di autovetture a benzina, Gpl, ibride ed elettriche, mentre risultano in calo quelle diesel e stranmente quelle a metano

Secondo i dati prodotti dall’ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), la pubblicazione, l’8 aprile scorso, del decreto attuativo relativo alla misura ‘Ecobonus’, contenuta nella Legge di Bilancio 2019, ha dato avvio alla prenotazione dei contributi all’acquisto di autovetture con emissioni di CO2 non superiori a 70 g/Km, favorendo un incremento delle immatricolazioni di elettriche e ibride ricaricabili.

In circa 20 giorni, le prenotazioni hanno prodotto un dimezzamento delle risorse stanziate dal MISE per la prima tranche del provvedimento, a riprova dell’alterazione del mercato generata da quest’ultimo.

Le vetture elettriche sono più che quadruplicate nel mese (1.200 unità, come nell’intero primo quadrimestre 2018), toccando la quota record dello 0,7%, seppure ancora molto bassa. Nei primi quattro mesi del 2019, le auto elettriche sfiorano le 2.400 unità, il doppio rispetto ad un anno fa.
Per le vetture elettriche pure, le regioni in testa alla classifica di aprile in termini di volumi sono, nell’ordine, Toscana, Lombardia, Trentino, Veneto e Lazio. Nella seconda, terza e quarta, l’Ecobonus statale è, inoltre, cumulabile con gli incentivi locali per la mobilità elettrica.

L’Ecobonus sembra quindi aver determinato un aumento eccezionale delle vendite di auto ricaricabili soprattutto per i privati, circa il 34% del totale. Considerando che mediamente i privati acquistavano circa 140 auto al mese prima dell’entrata in vigore dell’ecobonus è evidente che, almeno all’avvio, la misura ha certamente riscontrato il favore del pubblico delle ‘persone fisiche’.

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