Car sharing, sono più di un milione al giorno gli italiani che ne fanno uso

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La sharing mobility si fa strada, ogni giorno sono oltre un milione gli italiani che utilizzano veicoli condivisi per i propri spostamenti

Sono più di un milione gli italiani che ricorrono giornalmente ad auto, van e scooter non di loro proprietà per gli spostamenti. Il dato, contenuto nel 18° rapporto ANIASA, che è stato presentato nella sala conferenze dell’hotel The Westin Palace, di Milano, e mostra una costante crescita rispetto al passato della cosiddetta sharing mobility.

Dal rapporto rilasciato dall’associazione ANIASA di Confindustria risulta che:“In Italia è sempre più sostenuta la transizione dalla proprietà all’uso dei veicoli. Oggi la flotta della smart mobility, in noleggio o in sharing sulle strade italiane, ha superato quota 1 milione: ogni giorno per ragioni di business e turismo oltre 900.000 persone utilizzano i servizi del noleggio a lungo termine, 130.000 quelli del noleggio a breve termine e 33.000 il car sharing. Tuttavia l’incertezza economica e le frizioni politiche, sommate alle antiquate normative in tema di mobilità e ad alcuni inefficaci recenti interventi (su tutti la normativa bonus-malus ed il prolungamento della penalizzazione fiscale per l’auto aziendale), stanno di fatto rallentando il trend, che presenta ricadute virtuose in termini di sostenibilità ambientale e sicurezza, oltre a costituire un volano per lo sviluppo economico e turistico del nostro Paese. Il noleggio si conferma cartina di tornasole del quadro economico e del livello di fiducia del Paese, nonché pilastro del settore automotive (1 auto immatricolata su 4 è a noleggio) che costituisce l’11,1% del PIL e il 16,6% del gettito fiscale”.

Questo è quanto riportato dal rapporto che, Massimiliano Archiapatti, presidente di ANIASA, ha commentato puntualizzando: ”I dati testimoniano l’inarrestabile evoluzione della mobilità italiana con il graduale passaggio dalla proprietà all’uso dei veicoli, anche se il clima di incertezza economica e il quadro politico degli ultimi mesi stanno rallentando questa spinta innovativa.
Il sistema imprenditoriale italiano necessita di una revisione della normativa fiscale sulle auto aziendali con un riequilibrio, anche graduale, ai livelli degli altri Paesi. Si commenta da solo il fatto che oggi in Germania si goda di un vantaggio fiscale del 100% e in Italia solo del 19%”.

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