Auto elettriche, meglio il riciclo o la rigenerazione delle batterie a litio?

Fiat 500 elettrica

Per evitare una catastrofe ambientale possiamo riutilizzare il litio riciclando le batterie oppure rigenerare queste ultime con nuove tecniche

L’auto elettrica viene considerata dai maggiori player del settore automotive, ma anche da tanti Governi ed amministrazioni locali, il futuro della mobilità sostenibile. Purtroppo, come più volte abbiamo sottolineato, le vetture a trazione elettrica considerate prive di emissioni nocive in realtà nascondo alcune ombre, infatti spesso e volentieri l’energia utilizzata per ricaricare queste vetture viene prodotta utilizzando materie molto inquinanti, stesso di scorso per quanto riguarda le batterie a litio che alimentano i propulsori elettrici.

Forse non tutti sanno che batterie agli ioni di litio che per produrre la batterie a litio si utilizzano materiali che non sono semplici né da reperire e né da smaltire, inoltre visto che vengono utilizzati materiali preziosi per la loro produzione bisogna pensare ad un loro riutilizzo, in particolare quando questo tipo di risorse arriveranno a scarseggiare con il passare del tempo.

Tra questi preziosi materiali troviamo il litio che viene estratto principalmente da cave situate in Africa, in Paesi spesso devastati dalla Guerra civile. Fino a poco tempo fa, recuperare il litio era quasi un’utopia, mentre adesso sono state sviluppate delle speciali tecniche che consentono di riutilizzare questa materia prima.

Per evitare una catastrofe ecologica abbiamo quindi due strade, riutilizzare il litio riciclando le batterie, oppure rigenerare queste ultime per utilizzarle come se fossero nuove di fabbrica. Se fino a poco tempo fa sembrava impossibile, ora rigenerare le batterie per riportarle allo stato iniziale sembra ormai a portata di mano grazie ad un progetto sviluppato dall’Università della California che si trova a San Diego. Gli accademici sono riusciti finalmente a rigenerare gli elettrodi, ovvero i conduttori che trasportano corrente e che con l’uso della batteria consumano man mano una parte di litio rendendo gli accumulatori man mano meno performanti fino a diventare esausti. Attraverso una miscela che si scioglie a pressione atmosferica e temperature molto più basse, l’università della California è riuscita a dissolvere il rivestimento catodico e riportare all’origine la struttura molecolare del litio.

L’altra strada che si potrebbe imboccare è invece il riciclo delle batterie, o meglio il riciclo delle componenti più preziosi delle batterie. Il recupero dei metalli presenti nelle batterie, come ad esempio litio, palladio e cobalto può essere effettuata fondendo chimicamente le batterie ed in seguito recuperando i componenti. Purtroppo, questo processo risulta molto costoso e quindi in alcuni casi può essere più conveniente utilizzare materiali nuovi.

Di recente però, l’Istituto di chimica dei composti organometallici (Iccom) che fa parte del CNR ha dichiarato di aver brevettato un inedito procedimento a bassa temperatura che permette di arrivare alla fusione  della parte elettrochimica della batteria che permette in un secondo momento di recuperare separatamente i vari tipi di componenti, isolandoli con l’uso di particolari acidi.

 

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