Nuoto, Federica Pellegrini a cuore aperto: “mi diverto ancora tantissimo, ma dopo Tokyo 2020 smetto davvero”

federica pellegrini Gian Mattia D'Alberto/LaPresse

La nuotatrice veneta ha ammesso che chiuderà la propria carriera dopo l’Olimpiade di Tokyo 2020

Federica Pellegrini non finisce mai, continuando a stupire e a macinare record su record. Domenica a Riccione ha piazzato l’ennesimo record italiano della sua carriera, candidandosi ad un ruolo da protagonista in questa lunga e complicata stagione del nuoto che terminerà a Las Vegas con la Champions League e poi con gli Europei in vasca corta a Glasgow.

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Gian Mattia D’Alberto/LaPresse

La voglia di vincere è sempre la stessa, la Divina continua a non lasciare nulla al caso, rivelando ai microfoni della Gazzetta dello Sport i segreti del suo successo: “ho lo stesso approccio mentale e fisico a qualsiasi tipo di gara, mi piace ad esempio dare il massimo per la squadra e così domenica è venuto fuori il record. Adesso che devo preparare i 200 mi vengono meglio i 100, è la nuotata che vedo diversa, migliorata. Esperienza in tv? È stata una scommessa vinta, accettare qualcosa fuori dal nuoto poteva sembrare un rischio e invece nel rivedermi in Tv ho avuto un bell’effetto. Per una critica come me, posso dire che mi sono piaciuta, è stato divertente perché mi ha aiutato a uscire dal nuoto, mi ha fatto capire che so fare altro. Non dico ora che so fare la Tv, ma me la son cavata e questo mi dà sicurezza nel nuoto. Quello che dovevo fare l’ho fatto, ciò che verrà ai Mondiali e all’Olimpiade sarà solo qualcosa in più, ma soprattutto tanto divertimento, per me anche una gara regionale o di società vale allo stesso modo“.

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Gian Mattia D’Alberto/LaPresse

Federica Pellegrini non ha nessuna intenzione di caricarsi di aspettative, che potrebbero solo condizionare le sue prestazioni: “non voglio pensare alle 7 medaglie consecutive nei 200, all’oro olimpico o al record del mondo, alla Corea come se fosse l’ultimo Mondiale. Venga quel che venga, voglio vivere tutto in progress: ora ci sono le fatiche, l’altura, altri test, il Settecolli. Con Matteo Giunta abbiamo cambiato qualcosa, il lavoro sta pagando. Una volta dissi ‘finirò da velocista, da come cominciai’. Fa effetto 53″7, non avrei immaginato di scendere in primavera sotto i 54″. Mi aspetto sempre tantissimo da me stessa, tornare ad essere bambina mi aiuta con la testa. Anche se passa il tempo, cerco di fare tutto con facilità. Sono passati tanti anni, troppi, eppure la passione fa superare ogni fatica. Se ho deciso di continuare è perché mi piace allenarmi a pieno regime, mi piace far fatica perché penso che i risultati possano essere buoni. Per ora resto concentrata sulla quinta Olimpiade, poi smetto davvero“.

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About Ernesto Branca (28152 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.
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