Mercato auto: il flop dell’Ecobonus e dell’Ecotassa

I risultati negativi di marzo e altri importanti fattori sottolineano l’inefficienza del Governo nello stimolare il settore automotive italiano

Il tanto acclamato Ecobonus resta ancora una chimera, perché senza decreto attuativo nessuno può accedere a questo tipo di incentivi economici, infatti neanche lo 0,5% del totale, ovvero circa mille unità immatricolate che dovrebbero riceverlo di diritto sono rimaste a bocca asciutta.

Purtroppo, per il mercato auto italiano, il mese di marzo ha portato con sé il peggior risultato dell’anno, si parla infatti una flessione del 9,6% rispetto al medesimo periodo del 2018, mentre a gennaio il calo è stato  del 7,49% e a febbraio del -2,34%.Entrambi i primi due mesi dell’anno rientrano nel periodo pre- Ecotassa, quindi di conseguenza l’introduzione dell’ennesimo balzello applicato agli automobilisti si sta ritorcendo contro il comparto automotive italiano che resta una delle principali industrie del nostro paese.

Continua ad andare male persino il noleggio a lungo termine, anche se nel mese di marzo ha limitato la flessione al 7,68%, mentre a gennaio aveva perso il 19,16% e a febbraio il 14,69%. Una tendenza che conferma il flop dell’Ecotassa che viene aggirata proprio con i noleggi a lungo termine.

Analizzando questi dati non si può fare altro che ribadire quanto le misure del Governo siano state inefficaci per stimolare la vendita di vetture ecosostenibili e al tempo stesso come queste misure stiano affossando ulteriormente un comparto già vessato da molti anni.

In Italia, infatti, glia automobilisti vengono visti dai vari Governi che si sono susseguiti negli anni come un vero e propri bancomat a cui spillare soldi in continuazione. I possessori di veicoli a motore devono infatti pagare il bollo, o tassa di proprietà, a cui si aggiunge il superbollo (introdotto da Monti) per le vetture con potenze superiori ai 225 kw, l’assicurazione Rc auto e le accise sulla benzina.

A proposito di queste ultime, la Lega – che fa parte del Governo Giallo-Verde – aveva promesso più volte, sia prima che dopo la campagna elettorale, che avrebbe levato almeno le più vecchie, ricordiamo infatti che tra le 17 accise in vigore ci sono ancora quelle risalenti alla Guerra d’Etiopia (1935-1936), quella della crisi di Suez (1956), la ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963) e tante altre.

 

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