Giorgetti è tornato sul caso Kessie-Bakayoko: “si è salvato solo Gattuso”

LaPresse / Roberto Monaldo

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, è tornato sul caso Kessie-Bakayoko

Uno sportivo sa qual è il significato dello scambio delle maglie. Uno sportivo non può fare un gesto come quello dell’altra sera“. Torna così a parlare del caso Kessie-Bakayoko e della maglia di Acerbi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, dalle colonne del ‘Corriere della Sera’, episodio definito dall’esponente della Lega “stupido e indegno”. “Il giudice sportivo ha ritenuto di non dover intervenire? E io invece spero che non finisca qua. Vedo i presidenti che si arrabbiano perché chiediamo di contribuire alle spese per la tutela della polizia, poi però se i tesserati provocano i tifosi avversari non muovono un dito -prosegue Giorgetti-. Il Milan avrebbe dovuto condannare questo gesto, non l’ha fatto. Bravo Gattuso, meno bravi i dirigenti. Chiunque abbia fatto sport sa che quello è stato un gesto sbagliato“. E sulla vicenda di San Siro aggiunge. “io me lo terrei, considero lo stadio un patrimonio di Milano. Da questo punto di vista rimango un romantico, però può darsi che il mondo stia cambiato. Su una cosa però non sono per nulla d’accordo. Milan e Inter sono libere di costruirsi un altro stadio, ma non capisco che senso abbia fare uno stadio nuovo per poi condividerlo. Arsenal e Tottenham non si sognerebbero mai di giocare in uno stadio in comune. Dimezzerebbe i costi? Lo costruiscano più piccolo allora. Che senso ha comprare una nuova casa in coabitazione? A questo punto si tengano San Siro con la sua storia“.

Miguel MEDINA / AFP

Sul tema dei Giochi olimpici invernali 2026, Giorgetti aggiunge. “Le cose per Milano e Cortina vanno bene, ma dobbiamo continuare a mettere giù la testa e lavorare. Noi l’Olimpiade l’abbiamo già avuta, la Svezia no. Però abbiamo anche buoni riscontri. Lavoriamo sodo e vedremo“. Infine su ‘Sport e Salute. “Tutti i cambiamenti comportano un rischio. Più che cambiato, io credo di aver modernizzato la struttura. I contributi? Prima venivano gestiti in modo incredibilmente conservativo, ora dipendono dalle grandi politiche che lo sport vuole fare. Andranno a quelle federazioni che attraverso le loro politiche affronteranno tempi come terza età, scuola, emarginazione sociale e inclusione degli immigrati“. (Spr/AdnKronos)

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About Francesco Gregorace (9968 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 28 maggio del 1987, giornalista pubblicista dall'anno 2017


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