Il difficile rapporto con Allegri e i due ‘no’ al Milan, a tutto Marchisio: “a Max ho chiesto fiducia, ma…”

Marco Alpozzi/LaPresse

Il centrocampista dello Zenit ha parlato dei motivi che hanno sancito l’addio alla Juventus, soffermandosi anche sui due ‘no’ al Milan

L’Italia ormai è lontana, Claudio Marchisio è concentrato sulla sua nuova esperienza in Russia con la maglia dello Zenit. Il ‘Principino’ però non ha smesso di seguire la sua amata Juventus, nonostante quanto accaduto la scorsa estate.

allegri

Alfredo Falcone – LaPresse

Un addio traumatico, un contratto risolto consensualmente e una carriera da riscrivere, dopo aver passato tantissimo tempo in bianconero. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Marchisio ha ripercorso quei momenti: “la Juve è stata più di due terzi della mia vita, ero un bambino e non immaginavo nemmeno che fosse possibile realizzare un sogno così. È stata una splendida avventura. La società ha deciso di rescindere, per me non è stato facile però avevo voglia di cambiare. Con il senno di poi si potrebbe dire: ci sono stati tanti infortuni a centrocampo, magari avrei avuto spazio. Ma sarebbe stato sbagliato rimanere, non avrei retto un altro anno come l’ultimo. Dopo il brutto infortunio al ginocchio del 2016 non ho avuto altri problemi fisici. Speravo in qualche possibilità in più, ma ho sempre messo il gruppo davanti al singolo. Nel calcio, come nel lavoro e in amore, ci sono tanti modi per chiudere le storie. Alla fine mi considero fortunato per ciò che ho avuto. Ho perso due finali di Champions e un Europeo, ma sono felice di aver vinto 7 scudetti. Ricordo quando firmai il primo contratto con Andrea Agnelli, erano anni in cui arrivavamo sempre settimi. Gli dissi: ‘Spero che tu non voglia essere uno dei pochi presidenti che non ha vinto nulla, così come io non voglio essere uno dei pochi juventini a non aver vinto nulla’. Allegri? Non abbiamo mai litigato, però dopo l’infortunio aveva altre priorità e non mi vedeva più come prima. Io gli chiesi fiducia e continuità, ma lui ha fatto altre scelte“.

marchisio

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Il mercato ha chiamato più volte, ma Marchisio ha sempre scelto la Juve prima di accasarsi allo Zenit: “il Milan mi ha chiamato due volte, una con Allegri e l’altra con Montella. Mi sono sempre arrivate tante offerte sia dall’estero che dall’Italia, per me la squadra importante oltre alla Juve è sempre stata il Milan. Però non sarei mai andato in un altro club italiano. Perchè lo Zenit? Mi hanno convinto il progetto e la possibilità di giocare le coppe. Avevo avuto offerte dagli Stati Uniti e dal Giappone. Confesso di aver avuto qualche tentennamento, più che altro per mia moglie e i miei figli, ma ogni cambiamento offre stimoli e opportunità e io voglio trasmettere al club la mia voglia di vincere. Arrivo sempre un’ora e mezza in anticipo, per raggiungere grandi obiettivi ci vogliono grandi sacrifici. Lo Zenit può tornare a vincere il campionato, è strutturato come un top club europeo“.

Marco Alpozzi/LaPresse

Marchisio torna poi a parlare dei suoi ex compagni: “Dybala ha un dono innato e mi spiace vederlo così lontano dalla porta, anche la Juve ne beneficerebbe. Ricordo la sua prima partita con la Juve: Supercoppa con la Lazio, entrò e gli dissi ‘Stai vicino all’area che segni’. Lui fece gol. Ha una facilità di tiro incredibile. Ronaldo invece lavora tantissimo, cura molto ogni aspetto della preparazione. È un esempio. Ha un fisico atipico per un calciatore, sembra più un centometrista. E’ l’uomo giusto per far vincere la Champions alla Juve, sa anche lui di avere questa responsabilità. Con l’Atletico ha toccato tre palloni e fatto tre gol. La Juve con lui ha più possibilità, ma non è tutto automatico e scontato perchè ogni vittoria va sudata e meritata”.

Infine, Marchisio si sofferma sulle finali di Champions perse con Barcellona e Real Madrid: “due enormi delusioni, dentro di noi sentivamo che prima o poi la Champions sarebbe arrivata, per il bene che voglio al club e ai ragazzi, auguro a tutti di vincere quest’anno. Sarebbe il modo migliore per chiudere un ciclo. Io sarò sempre juventino. Tutti a Berlino abbiamo pensato di vincere dopo l’1-1, lo vedevamo negli occhi degli avversari, ci sentivamo alla pari con il Barcellona. Quella convinzione ci ha portato a scoprirci di più e abbiamo preso il 2-1. Fino a quel momento la Champions era sempre stata qualcosa di troppo grande per noi. Cardiff? Il Real aveva fatto una partenza lampo e ci toccò un grande sforzo per recuperare. Poi inconsciamente abbiamo abbassato la guardia: ci volevano più attenzione e personalità. Loro invece sono riusciti a schiacciarci”.

 

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About Ernesto Branca (27325 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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