Manuel Bortuzzo torna ad Ostia e non perde la speranza: “sogno le Olimpiadi! Fiducia nei medici, nel Signore e nella magistratura”

Cecilia Fabiano/LaPresse

Manuel Bortuzzo spera ancora di poter partecipare alle Olimpiadi con l’aiuto dei medici e quello di Dio: il nuotatore azzurro non perdere la speranza

Due criminali gli hanno tolto l’uso delle gambe, ma nessuno è riuscito a togliergli il sorriso che gli illumina il volto. Né la voglia di sognare le cose più belle, Olimpiadi comprese. Intanto, mentre alimenta i suoi sogni con il duro lavoro, il giovane nuotatore Manuel Bortuzzo si gode il primo giorno fuori dalla Fondazione Santa Lucia dove sta svolgendo la riabilitazione. E incontra la stampa in quella che chiama “la mia seconda casa”: il centro federale della Fin a Ostia. Ad accoglierlo c’è il presidente Paolo Barelli. Al fianco di Manuel, i suoi due angeli custodi: il papà Franco e la mamma Rossella.

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A una manciata di chilometri da qui, all’Axa, la notte tra il 2 e il 3 febbraio la vita di questo nuotatore 19enne è cambiata per sempre per colpa di una pallottola che non era destinata a lui. “Non ricordo quando papà mi ha detto che non avrei più camminato, fatico a ricordarmi la prima settimana in ospedale“, racconta oggi Manuel. Ma nelle sue parole non c’è spazio per l’odio o il rancore nei confronti di chi, i rei confessi Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, lo ha ridotto così.

Avranno le loro conseguenze, pesanti o meno. Non sono loro due il problema -sottolinea-, ma il contesto sociale. Dovrebbe accadere a loro quello che è successo a me per capire. Non si tratta di perdonarli o meno, ma se me li trovassi davanti mi metterei a ridere perché non ha senso quello che hanno fatto“.

Dobbiamo avere fiducia nella magistratura, così come ne abbiamo nei medici“, dice il papà, rivelando che ai due responsabili del suo ferimento verrà contestato il tentato duplice omicidio. Quella notte, infatti, al fianco di Manuel c’era anche la sua fidanzata 16enne Martina, alla quale proprio in quei drammatici momenti ha detto per la prima volta “ti amo”.

A tanta gente non capita nemmeno in una vita quello che è capitato a noi. Sono cose più grandi di lei, ma sta affrontando bene la situazione“, spiega il giovane che, intanto, lavora a testa bassa per tornare a star bene. “Sta bruciando le tappe -racconta il papà-, quello che altri fanno in un mese lui lo ha fatto in una settimana“.

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Merito della sua tempra da atleta, ma anche delle tante dimostrazioni di affetto che gli stanno dando una forza fuori dal comune: “Ho riunito tutto il mondo dello sport, ho sentito che l’Italia mi è vicina e questo mi dà una grande carica. Se poi qualcuno dall’alto mi aiuta, sono contento. Non vado a pregare tutti i giorni, ma ho sempre pensato che la fede completa la scienza“.

Le sue giornate sono scandite al mattino da terapie e riabilitazione, poi dopo pranzo arriva il momento più bello nella sua amata piscina. Presto potrà tornare a guidare, dopo aver passato un test con il simulatore. E se tutto andrà bene, a metà aprile potrà lasciare la Fondazione Santa Lucia. Ma non è detto che il suo futuro sia a Treviso, dove vive la sua famiglia.

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Roma mi ha tolto tanto ma forse è più quello che mi ha dato. Vorrei comprare casa qui, quanto accaduto non mi ha fatto cambiare idea. E’ inutile maledire quel momento -dice-, perché io quella notte stavo benissimo. Il sorriso c’era prima e c’è adesso. Penso positivo, siamo sulla strada giusta. Dove mi vedo tra dieci anni? Forse in tv, per un motivo o per un altro, ma spero di nuovo in piedi. Il mio obiettivo era partecipare alle Olimpiadi e non è cambiato. Nella mia testa c’è sempre la speranza. Non ho pensato alle Paralimpiadi, voglio prima vedere dove posso arrivare. Se dovessi raccontare a un mio amico cosa mi è successo partirei da quella sera, ma mi soffermerei di più su come ho reagito e cosa sto facendo per recuperare: sarebbe una bella storia da raccontare“. (Aip/AdnKronos) – (di Andrea Pinchi)

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About Mirko Spadaro (15501 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 9 agosto 1993 è un esperto di basket e calcio, ama tutti gli sport a 360 gradi. Scrive su SportFair dal 2016


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