Harish Kumar, il sosia indiano di Valentino Rossi, si racconta ai microfoni di SportFair: “c’è un solo Dio, e ha il numero 46”

Dalla somiglianza con Valentino Rossi alle sue passioni: Harish Kumar, il famoso sosia indiano del Dottore, si è raccontato ai microfoni di SportFair in una lunga ed interessante intervista

Valentino Rossi è un grande campione, lo ha sempre dimostrato e continua a farlo, nonostante qualche difficoltà riscontrata in pista a causa di problemi tecnici legati alla sua moto e non di certo al suo stato di forma e alla sua competitività.

Il Dottore, sin da quando era alle prime armi, ha fatto breccia nel cuore di tantissimi appassionati delle due ruote, ma è riuscito ad attirare tantissime altre persone che prima del suo arrivo nella MotoGp non conoscevano e non seguivano questo sport.

Tra coloro che si sono avvicinati a questo sport grazie al Dottore, c’è anche Harish Kumar, il sosia indiano di Valentino Rossi, diventato famoso negli ultimi anni perchè mandato in onda nelle tv di tutto il mondo mentre si trovava in tribuna. Le immagini del simpatico sosia del nove volte campione del mondo hanno piano piano fatto il giro del web e Harish tanto da farlo conoscere in tutto il mondo.

Harish, però, non sembra voler puntare molto sulla sua somiglianza con Valentino Rossi: “si sono famoso perchè assomiglio a Valentino Rossi, ma francamente mi chiamo Harish e non Rossi perchè ci può essere un solo Rossi, tutti mi dicono che sono Rossi e che gli assomiglio, ma io non credo questo, credo che ci sia un solo Dio, una sola leggenda, che è Valentino Rossi. Per quanto riguarda chi sono, sono un pilota anche io, faccio lunghe corse, ma non su pista perché c’è già il vero Valentino Rossi impegnato a raggiungere record e vittorie. Mi concentro di più a fare dei tour nei quali faccio conoscere il nome di Valentino Rossi e la sua leggenda“, ha dichiarato il sosia indiano nel Dottore in una bella chiacchierata ai microfoni di SportFair.

In molti, seguendo Harish sui social, avranno pensato che la sua passione per il pilota Yamaha sia da andare a ricercare nella sua infanzia, ma il sosia indiano del Dottore ha ammesso che si è ‘innamorato’ di lui e della MotoGp per caso, poco più di 10 anni fa: “la passione per il motorsport è nata da quando guido, dal 2006, quando ho iniziato a guidare le moto ma non ero troppo appassionato prima di allora, da quando ho iniziato a vedere la MotoGp e Valentino Rossi mi ha impressionato molto, perchè quando guidi una moto ti senti sempre felice, ti dimentichi di tutto. E’ iniziato tutto per Valentino Rossi quando ero a scuola, quando tornavo a casa guardavo la tv e nel 2007 ho visto la MotoGp per la prima volta e per un secondo ho visto il numero 46 e mi sono innamorato. Allora non sapevo chi fosse Valentino Rossi ma da quel momento ho iniziato a seguirlo, e mi sono innamorato delle moto“.

La mia somiglianza, credo che diversi piloti l’abbiano notata, anche alcuni amici, perchè io parlavo sempre di Valentino Rossi con tutti e in India non si dà molta importanza al Motorsport, da quel tempo nel 2007, ho iniziato a seguirlo e ho iniziato a parlare molto di lui, ma non avrei mai pensato che questo sarebbe diventato così importante per la mia vita, sono molto felice, e allo stesso tempo sono diventato famoso. Come sono diventato famoso? Non lo so. Non ho mai creduto di somigliare a Rossi in realtà. Non sono solo un fan di Rossi, credo sia qualcosa di più, una sorta di familiarità, c’è qualcosa di più sentimentale nell’andare a vedere Vale ogni volta. Quindi sono diventato famoso perché sono un fan di vecchia data di Valentino Rossi, ma allo stesso tempo sono anche io un biker e andando alle corse, alle expo di moto, ai festival la gente ha iniziato a notare la mia somiglianza con lui e dopo essere andato ad eventi MotoGp la gente ha definitivamente notato la nostra somiglianza“, ha aggiunto Harish prima di aprire una parentesi su come vive la sua somiglianza col Dottore nella vita quotidiana: “tante persone mi confondo per Valentino Rossi ma dico subito che non sono lui e che sono un suo grande fan, ma loro vogliono comunque foto con me e credo che in India tante persone mi conoscono, quindi in India le persone mi conoscono come Harish e non come Valentino Rossi, sono un pilota, quindi vado in giro in India, questa è la mia passione. Quindi mi conoscono come Harish, ma sì, al tempo stesso sanno che sono un grande fan di Valentino Rossi“.

Harish Rossi, così si chiama sui social, ha poi raccontato ai microfoni di SportFair il suo primo incontro con Valentino Rossi: “questa domanda è qualcosa di speciale. La prima volta che ho incontrato Valentino Rossi dal vivo, avevo un pass per la tribuna e non avevo l’accesso al paddock, ma un mio amico me lo ha regalato. Prima di andare nel paddock ad incontrare Vale non sapevo che lo avrei potuto incontrare. Intanto la MotoGp mi ha ‘seguito’ ovunque: hanno condiviso il mio video tutti, sui canali tv ovunque. Credo dunque che Valentino Rossi lo avesse già visto e quando l’ho incontrato per la prima volta, ha riso con un grande sorriso e ha detto “tu sei Valentino, non io”, ha fatto una risata divertita e io non avevo parole, perchè sono molto sentimentale, ero talmente innamorato di Valentino che non sapevo che dire. Avrei voluto parlare a lungo con lui è qualcosa che sogno di fare con lui in futuro. Non riesco ad esprimere a parole quanto lo amo. E’ stata una fantastica sensazione e vedremo se avrò modo di parlare con lui un giorno, quando non gareggerà, perchè non voglio disturbarlo quando gareggia e capisco la sua situazione, perchè prima di gareggiare deve rimanere concentrato sulle prove libere, qualifiche. E’ un weekend impegnato, quindi non posso essere egoista e passare tutto il mio tempo a parlare con lui. Guardo Valentino con i suoi fan, è felice in quel momento, le sue espressioni e le sue emozioni, amo vedere queste cose, quindi sarò sempre un po’ lontano da lui invece di parlare con lui. Si vorrei tanto farlo ma non voglio essere egoista e vorrei che vincesse“.

Un sentimento speciale, quello che Harish nutre per il nove volte campione del mondo: “ad oggi l’ho incontrato 5 volte in Qatar e ne sono rimasto sempre impressionato. Non perché mi abbia detto qualcosa di particolare, ma per alcune cose successe. Io non ho mai voluto disturbarlo prima della gara o prima delle prove libere, ma ho sempre voluto una foto con lui, penso sia il sogno di tutti avere una foto con Vale. Ci sono riuscito 3/4 anni fa, i miei sogni sono come diventati più grandi, ho voluto fare qualcosa di diverso, non era dipeso solo dalla foto, volevo esternargli i miei sentimenti. Ma non ne ho avuto occasione. Abbiamo parlato poco, ma come ho detto, lui è sempre impegnato con prove libere, qualifiche, il giorno della gara. Quindi non potevo disturbarlo. Ho sempre voluto che fosse concentrato, motivato per vincere la corsa. So i problemi che ci sono. Oggi correre è difficile, si può dire che sia facile a parole, ma non è così per il fisico. Lui lo fa sempre con una grande passione. Lui ci mette tanta passione, io l’ho sempre supportato ogni volta. Quando vince io sono molto felice, ma cerco di esserlo anche quando non ce la fa, ho sempre grande amore verso di lui, vorrei sempre abbracciarlo e motivarlo dopo ogni sconfitta. Mi ha impressionato il fatto che quando mi vede agli stand, è lui che mi chiama per una foto, o autografarmi il casco. Mi ha sempre dedicato attenzione, questo è fantastico per ogni fan. Sono fortunato ad avere un volto come il suo, non voglio dire fortunato, ma benedetto”.

valentino rossi sosiaNon poteva poi mancare una parentesi sulle problematiche Yamaha e la possibilità di vedere Valentino Rossi festeggiare per il suo decimo titolo: “ad essere sinceri, come abbiamo visto al primo Gp, in Qatar, Yamaha non è stat molto competitiva, ma Valentino è riuscito a guidare come se avesse una moto competitiva quindi dal 14° al 5° posto non è una cosa facile, e le fabbriche di Ducati, Honda Suzuki sono un passo avanti. Credo che Yamaha debba migliorare nell’accelerazione, nei rettilinei ducati e honda vanno forte, anche Suzuki, ma la Yamaha andava più piano. Anche le gomme sono state un problema ma il team ha fatto una moto competitiva e vedremo, la stagione è appena iniziata, qualsiasi cosa può succedere magari la Yamaha migliorerà presto, speriamo per il meglio, spero sempre che la Yamaha migliori e Valentino possa vincere il 10° titolo. Credo che anche se non vincerà il 10° titolo lui rimarrà per me comunque una leggenda, sono comunque felice, lo supporterò comunque lo amerò sempre, quindi non voglio mettere troppa pressione, lo sa, ci sta lavorando, quindi aspettiamo e vediamo“.

Harish infine ha voluto mandare un messaggio a tutti i fan della MotoGp, di Valentino Rossi e suoi: “seguo la mia passione di guidare le moto. Guadagno, ma lo faccio per passione e non per soldi. È per questo che ho guidato tutti questi giorni e questi anni. Vorrei dire a chiunque di seguire le proprie passioni che vi danno felicità. I soldi vi permettono di comprare il cibo e altre cose, ma non vi danno la felicità. Dunque seguite la vostra passione e la vostra felicità. È bello vedere tutti i fan di tutto il mondo, le bandiere gialle sventolare ovunque. Vorrei che accadesse per tutta la stagione di MotoGp, per questo vorrei essere con Valentino nel suo box, di vedere ancora più emozioni, ancora più adrenalina, ancora più sentimenti e molto più amore da Vale e anche con i fan“.

Mentre a chi lo critica e gli punta il dito contro ha aggiunto: “e per le persone che non mi conoscono e dicono che io copio Valentino Rossi, il suo stile e tutto il resto. Non è così. Tutti siamo fan di Valentino Rossi, tutti ci mettiamo i cappellini e le magliette gialle, i suoi stessi occhiali da sole: siamo fieri di mostrare di essere fan del numero 46. E anche io lo sono come tutti gli altri. Ma alcune persone pensano che io voglia copiarlo. Invece non è così, lo faccio perché lo adoro davvero tanto e voglio farlo capire a tutti. Inoltre vorrei dire a tutti i fan del n°46 che vi amo tutti!

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