Gruppo FCA, Manley e la spina nel fianco chiamata Alfa Romeo

Manley sta però sbagliando a sottovalutare un marchio premium come Alfa Romeo e i risultati negativi stanno emergendo giorno per giorno

Per i lavoratori dello Stabilimento FCA di Cassino si prepara ad arrivare un brutto periodo, infatti a causa delle vendite del brand Alfa Romeo al di sotto delle attese il Gruppo Fiat-Chrysler ha previsto uno stop alla produzione di due settimane – dal 18 aprile al 2 maggio – per i modelli Giulia, Stelvio e Giulietta.

Questo stop, che segue quello tra fine del 2018 e l’inizio del 2019 e gli ulteriori fermi del primo trimestre del 2019, è il chiaro ed inequivocabile sintomo che il piano industriale della Casa del Biscione non è adeguato alle ambizioni del marchio. Il CEO di FCA, Mike Manley, non sta intervenendo in maniera adeguata nei confronti del tanto agognato rilancio della Casa del Biscione. L’uscita di nuovi modelli Alfa Romeo va molto a rilento, infatti dopo la presenza di Giulia e Stelvio, avvenuto nel 2016, per vedere un terzo nuovo modello sul mercato – ovvero la versione di serie della Tonale – bisognerà attendere il 2020.

Il ritardo generazione dell’Alfa Romeo riguarda anche la dotazione tecnologica della vettura, decisamente inferiore rispetto alla concorrenza, in particolare per quanto riguarda i sistemi ADAS (guida semi autonoma) e per l’uso di propulsori ibridi che arriveranno solo nel prossimo futuro.

Sappiamo che Manley preferisce puntare le risorse economiche disponibili su altri marchi del Gruppo FCA come Jeep, inoltre è convinto che il mercato più promettente sia quello degli Stati Uniti, soprattutto se si pensa all’Europa. Se probabilmente l’ultima affermazione può avere delle motivazioni fondate, Manley sta però sbagliando a sottovalutare un marchio premium come Alfa Romeo che potrebbe dare molto sia in termini economici che di immagine.

 

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