Sofia Goggia scrive a se stessa, la profonda lettera dell’azzurra: “Sofi, tra Demoni e fitte lancinanti, ma tu hai presente cosa hai fatto?”

AFP/LaPresse

La lunga lettera di Sofia Goggia a se stessa: le profonde parole della campionessa italiana di sci al suo rientro in Italia dai Mondiali di Are 2019

Sofia Goggia è tornata! La campionessa italiana di sci, dopo il terribile infortunio dello scorso anno, mentre si allenava in vista della stagione 2019 di Coppa del Mondo, ha finalmente ritrovato la fiducia e la condizione necessarie per tornare sugli sci.

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Prima l’esordio fantastico in Coppa del Mondo, poi l’argento ai Mondiali di Sci di Are 2019. Rientrata in Italia dalla fantastica esperienza alla rassegna iridata svedese, Sofia Goggia ha voluto scrivere un post sui social dove si racconta profondamente, dalle sensazioni provate nel momento dell’infortunio, fino alla sua avventura mondiale. Una lettera lunghissima, piena di emozioni.

Sofi!
Ma tu hai presente cosa hai fatto?!?
Ti ricordi da dove sei partita? Ti rinfresco io la memoria; tu fai presto a dimenticare…
Sei partita da un pavimento duro e freddo in una clinica privata a Innsbruck dove ti sei stesa a piangere disperata, dove hai imprecato perché sapevi che ti eri procurata un infortunio che ti avrebbe tenuta fuori qualche mese.. solo poco dopo ti avrebbero detto che ci avresti tenuto circa novanta giorni. Avresti potuto benissimo saltare la stagione e invece NO.

Da quel giorno hai voluto vivere con un unico obbiettivo: I MONDIALI DI AARE. 
Da quel giorno è partito inevitabilmente un conto alla rovescia: tic-tac, tic-tac, un orologio scandiva una scadenza, tutto una corsa contro il tempo… 
Tu Sofi non eri sicura di farcela; ma questo non ha mai messo dei dubbi sul percorso che avresti dovuto intraprendere per darti la possibilità di poterci essere quel giorno, ti sei messa di nuovo in gioco e ancora una volta sei ripartita da te stessa. 

Allora sei tornata a Mantova dal tuo fisio di fiducia, Roberto, che in tutti i tuoi infortuni ti ha sempre fatta “resuscitare”, facendo però base “logistica” a Verona , nell’hotel del tuo sponsor , @hotelveronesilatorre, dove tutti ti hanno trattata benissimo, dove la gentilezza delle persone ha fatto la differenza facendoti sentire a casa; ti sei “isolata” per poter fare tutto al meglio, per stare “tranquilla”, per guardarti dentro… Sapevi che avresti potuto cogliere questi due mesi come una grande opportunità di crescita e lo hai fatto… per quanto comunque sia stato difficile e per quanto tu dentro fossi ferita. Le varie terapie ti aiutavano a guarire, ma tu avevi bisogno di tenerti condizionata, dovevi tenere alimentata quella parte da atleta che ti permette di essere performante sugli sci; credo di non aver mai avuto così tanta necessità di farlo come in questo infortunio.. non potevo presentarmi sulla Neve senza la consapevolezza di aver dato tutta me stessa, di aver fatto tutto il possibile per poter essere nella miglior condizione.

Allora hai deciso di fare un passo anche li e tutti i giorni ti sei presentata alle 6 di mattina in palestra e ti sei sottoposta ad allenamenti che ti hanno consumata ma ti hanno portata esattamente dove avresti voluto essere già da tempo.. un fisico più scattante e leggero, sebbene comunque per due mesi circa io non abbia potuto caricare sulla gamba destra. 

In tanti ti hanno criticata per il tuo modus operandi bizzarro ma tu Sofi, tu lo sapevi, che quella era la strada giusta: svegliarsi alle 5.30, andare ad allenarsi dalle 6 alle 9.30, per poi mettere una sessione in acqua e fare fisioterapia il pomeriggio. Così, per due mesi. 

Poi sei tornata sugli sci e hai trovato grossissimi Demoni. Perché quel primo giorno di riavvicinamento alla Neve è stato allo stesso tempo ciò che più ti ha allontanata da Lei: come potevi competere ai Mondiali da li a un mese se le vibrazioni del carrello della seggiovia ti procuravano fitte lancinanti?Quanto avresti voluto dentro di te mandare tutto all’aria.. ma che fallimento sarebbe stato non provarci nemmeno!!! Allora hai accettato di sentire quell’osso stridere i primi giorni di sci, te lo sentivi schiacciare ogni curva verso sinistra.. hai iniziato da lontano, a volte ti sei fatta prendere dall’ansia dai giorni che passavano, il conto alla rovescia stava per finire e l’obbiettivo sembrava allontanarsi…ma in quei casi non puoi mai guardare troppo in là: vivere nel presente è tutto ciò che ti è dato, è tutto ciò a cui devi attenerti..e così hai fatto.

Curva dopo curva, hai deciso di non sentire più il dolore anzi, di ignorarlo completamente, perché sapevi che avresti dovuto conviverci per un po’, hai dovuto affrontare le tue insicurezze, i primi tracciati – seppur facili- le tue paure… Sei riuscita a ritornare in tempo per i Mondiali, qualificandoti in due discipline a Garmisch. Sei riuscita a fare un Super-g stupendo e hai portato a casa un bell’argento. 

È vero, la discesa è stata deludente… ma in gigante? In gigante hai dimostrato di poter tornare a livelli altissimi, e questa consapevolezza vale come una medaglia! 
Sofi, sai una cosa? Dovresti essere estremamente fiera di te! 
Sai una cosa Sofi…? Lo sono.. 🤗

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About Rita Caridi (32939 Articles)
Nata a Reggio Calabria il 18 giugno 1990 ama tutti gli sport, con un focus particolare sui motori e la pallacanestro. Scrive su SportFair dal 2015
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