Inter, vittoria sul filo dei nervi! Grinta e caratteri forti al potere, ma salta ogni schema: Lautaro Martinez fa già dimenticare Icardi

Spada/LaPresse

L’Inter supera la Sampdoria per 2-1, segnando 2 gol e subendone uno nello spazio di 5 minuti. Nerazzurri che si affidano alla grinta dei giocatori di personalità, ma che in campo faticano ad esprimere bel gioco

La crisi Icardi in casa Inter ha portato con sè due vittorie. Poteva andare peggio, almeno dal punto di vista dei risultati, senza dubbio. Prima il successo sul Rapid Vienna in Europa League, poi la vittoria del pomeriggio contro la Sampdoria, arrivata con il punteggo di 2-1.

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Settimana caldissima in casa nerazzurra, fatta di decisioni dure ma obbligate, fasce che cambiano padrone, frecciatine social, malumori e tanta tensione. Tensione incanalata in energia positiva, da una squadra che fa del suo carattere umorale il proprio tratto d’istintivo e ad oggi, la propria arma principale contro ogni avversario. Lo dimostra il tipo di partita giocata contro la Sampdoria. Il confronto con gli uomini di Giampaolo rende bene l’idea: blucerchiati che non giocano la miglior partita della stagione, senza dubbio, ma sanno cosa fare, hanno una propria identità di gioco fatta di uscita palla al piede, verticalizzazioni, difesa alta. Di contro l’Inter non dà mai l’idea di riuscire a creare qualcosa come squadra, ma sembra piuttosto affidarsi all’estro dei singoli, segna due gol (nati da una giocata di Perisic e un pallone sporco scaraventato in rete da Nainggolan) e ne subisce uno nel giro di 5 minuti, poi difende il risultato.

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In una situazione del genere, salgono di livello i giocatori di personalità, quelli capaci di incanalare la tensione in enegergia positiva. E se il Meazza rumoreggia, non è un caso che Nainggolan, uno abituato ai fischi per tutta la stagione, giochi la miglior partita in maglia nerazzurra, trovi il gol vittoria ed esca fra gli applausi. Il Ninja non prende in mano il centrocampo e non ricopre tatticamente un ruolo chiave essendo anarchico per indole prima ancora che per caratteristiche, ma lotta su ogni pallone, prova a invetare, non toglie mai il piede nei contrasti e fa sentire la sua personalità a compagni e avversari.

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Quella stessa personalità (mancata in tante situazioni) contestata a Mauro Icardi che assiste dalla tribuna, fra un applauso e uno sguardo ‘sofferente’, al fianco della sua Wanda, alla buona partita di Lautaro Martinez che non trova il gol, ma lotta per la squadra, cerca di legare il gioco lavorando di sponda insieme a centrocampisti e trequartisti e si guadagna, partita dopo partita, il consenso di allenatore e pubblico.

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Personalità è la nuova parola d’ordine nello spogliatoio nerazzurro da mercoledì. La stessa mostrata da D’Ambrosio, uno dei pochi a metterci sempre la faccia, in occasione del gol del vantaggio, festeggiato con un urlo liberatorio, specchio fedele del momento nerazzurro. È un’Inter che sembra essersi compatattata intorno ai giocatori dal carattere più forte e per ora le vittorie le danno ragione: a lungo andare però, non basterà solo la personalità per vincere le partite.

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