Tokyo 2020, scandalo corruzione sul Comitato olimpico giapponese: accusato il presidente Takeda

LaPresse/Reuters

Tsunekazu Takeda sarebbe al centro di un caso di corruzione legato alla candidatura vincente della capitale giapponese per la prossima edizione dei Giochi

Un nuovo possibile scandalo legato all’assegnazione delle Olimpiadi rischia di deflagrare a circa un anno e mezzo dalle Olimpiadi di Tokyo 2020. Stando a quanto scrive il quotidiano Le Monde il presidente del Comitato olimpico giapponese, Tsunekazu Takeda, sarebbe al centro di un caso di corruzione legato alla candidatura vincente della capitale giapponese per la prossima edizione dei Giochi.

Takeda, che è anche membro del Comitato olimpico internazionale, è accusato in Francia di avere autorizzato il pagamento di tangenti per aiutare Tokyo a vincere la gara per le Olimpiadi. Secondo il quotidiano transalpino, il dirigente 71enne è stato formalmente incriminato per “corruzione attiva” per pagamenti di circa 2 milioni di dollari effettuati prima dell’assegnazione dei Giochi a un conto di una società di Singapore il cui titolare sarebbe strettamente legato a Papa Massata Diack, figlio dell’ex presidente della federazione internazionale di atletica Lamine Diack, attualmente detenuto in Francia per altre accuse di corruzione.

La giustizia transalpina sospetta che il destinatario della tangente fosse lo stesso Lamine Diack. In un comunicato la Commissione etica del Cio, che oggi si riunisce a Losanna, ha fatto sapere di avere aperto un fascicolo su Takeda pur sottolineando che il dirigente giapponese “continua a godere della piena presunzione di innocenza“. Le Olimpiadi del 2020 sono state assegnate a Tokyo dal Cio nel settembre del 2013: la capitale nipponica ha sconfitto Istanbul per 60 voti a 36 al secondo scrutinio dopo l’eliminazione di Madrid al primo turno. (Spr/AdnKronos)

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About Ernesto Branca (28824 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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