I tifosi della Sampdoria infuriati con Ferrero, il presidente spiega la sua frase: “questa cazzo di città…”

Ferrero segno rosso Alfredo Falcone - LaPresse

Sampdoria, il presidente Ferrero è tornato a parlare della sua frase infelice nei confronti della città di Genova: supporters infuriati col patron

I tifosi della Sampdoria non hanno gradito una frase del presidente Ferrero subito dopo la gara contro il Milan: “mi sto facendo il culo per questa cazzo di città...”, ha dichiarato il patron facendo infuriare i supporters. A qualche ora di distanza dall’accaduto, Ferrero è tornato a parlare a Primocanale, scusandosi per quanto detto:  “Quello che ho detto dopo la partita con il Milan era solo un intercalare, una specie di licenza poetica. Se sono stato frainteso, chiedo scusa alla città e ai genovesi che ammiro e ribadisco, come tante volte ho detto, che Genova è una città magica, forte, che non si arrende mai”.

LaPresse/Tano Pecoraro

Ma non è tutto, Ferrero prosegue nella sua disamina dell’accaduto: “A me dispiace sinceramente e molto, ma dovete credermi che sono stato frainteso, non era lontanamente nelle mie intenzioni definire in quel modo Genova dando alla frase un senso dispregiativo. L’ho usato ne più ne meno col significato che voi solitamente attribuite alla parola “belin”, se mi permettete direi quasi in modo amorevole, per me “c…” era una licenza poetica ma chiedo scusa con serenità. Semplicemente la delusione era tanta perché il mio sogno era quello di riportare Genova e la Sampdoria a giocare una finale di Coppa Italia, l’ho detto perché sono umano ed ero arrabbiato sul momento”. Infine la chiosa del patron nello scusarsi coi tifosi: “Io amo i miei tifosi sampdoriani e stimo molto la città di Genova così come i genovesi che si sono rimboccati le maniche e rialzati con grande orgoglio. Quando sono arrivato avevo ancora il cuore giallorosso, ora mi sento sampdoriano al 100% e anche un po’ genovese, dato che passo la maggior parte del mio tempo qui. Detto questo Vi chiedo comunque scusa perché mi rendo conto che la frase, per tutto ciò  che sta vivendo la città e se decontestualizzata, è stata fuori luogo e vorrei davvero non averla pronunciata”.

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