MotoGp, a tutto Rivola: “non potevo rifiutare l’Aprilia. La Ferrari? Ecco cosa mi ha spinto a lasciarla”

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Il nuovo amministratore delegato dell’Aprilia ha parlato della sua nuova avventura in Aprilia, spiegando i motivi dell’addio alla Ferrari

L’esperienza in Ferrari è ormai alle spalle, Massimo Rivola ha deciso di sposare il progetto Aprilia con l’obiettivo di riportare il marchio italiano al top della MotoGp.

iannone

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Una scelta difficile quella di lasciare Maranello per approdare a Noale, ma l’incarico di amministratore delegato non poteva essere rifiutato, visto il prestigio che ricopre. Per questo, il 47enne di Faenza si è trasferito nel Motomondiale, tradendo tutto il proprio entusiasmo nel corso di un’intervista alla Gazzetta dello Sport: “con Andrea e Aleix ho parlato solo al telefono, ma li incontrerò presto. Andrea mi ha fatto un bellissimo effetto, ho percepito la sua grande voglia di lavorare. Da tifoso posso dire che è velocissimo, ha il giro veloce nel polso, una rarità. Se messo nelle condizioni giuste, può fare la differenza ed essere un traino per tutta la squadra. Non ho esperienza nella gestione dei piloti moto, credo siano “animali” diversi quelli dell’auto. L’importante è farli sentire parte del progetto, far capire loro che fame, umiltà e attaccamento possono essere decisivi. Noi, la squadra, facciamo i Gattuso, ma il nostro Maradona da cui ci si aspetta il goal o l’assist vincente è il pilota“.

Binotto e Arrivabene

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Per quanto riguarda la Ferrari, Rivola ha sottolineato: “non lo so che cosa è successo a Vettel, ogni atleta ha bisogno di un equilibrio perfetto per rendere al meglio, di sicurezze. Il mio Vettel non è certo quello del 2018. Così come spero che il mio Leclerc resti quello di adesso. Penso ad Alonso, che con una McLaren poco competitiva ha dimostrato una solidità mentale pazzesca, lottando sempre con il coltello tra i denti. Cercherò di tirare fuori questo dai miei nuovi piloti. L’addio di Arrivabene? È stata una decisione presa per il bene della squadra. Si è voluto guardare più in là. Vero, è molto simile al disegno che aveva Marchionne. Spero che Binotto possa lavorare in serenità, cosa non facile a Maranello. Ha le qualità per riuscirci. Io a fine 2015 ho fatto una scelta, condivisa con Arrivabene. Dopo un anno al muretto ho visto che non era più il caso, in 12 anni da direttore sportivo ero arrivato, ormai pensavo di sapere leggere bene la testa dei piloti, e nel contempo si è creata l’opportunità dell’Academy. La scelta mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze nel motorsport. Il 2016, per me, è stato un anno spettacolareLasciare la Ferrari non può essere facile, ma questa con l’Aprilia è una sfida bella, doppia, sia a livello sportivo che di prodotto“.

Rivola ha poi raccontato il primo contatto con l’Aprilia:a fine ottobre mi è arrivata una telefonata da un numero sconosciuto: di solito non rispondo mai, l’ho fatto e dall’altra parte mi sono sentito dire: ‘Sono Colaninno, vorrei vederla’. All’inizio pensavo a uno scherzo, stavo per rispondere: ‘E io sono Spiderman’. All’incontro c’erano padre e figlio, lì ho capito che fosse una cosa importante. Tre ore sono volate via come tre minuti. Tornando a casa a Modena, mi ripetevo ‘ho cercato la Ferrari per una vita, non posso andare via’. Sapevo che poteva succedere qualcosa a fine anno che poteva coinvolgermi. Poi c’è stato un altro incontro e la cosa ha iniziato a piacermi sempre più. Quando è uscita l’indiscrezione, ero a Macao, tra i primi a chiamarmi Davide Brivio della Suzuki: ‘Bravo, finalmente vieni da noi’. Ho degli obiettivi ma non li dico, il 2018 è stato un passo falso nella crescita, ma il Gruppo Piaggio ha investito, ha preso tecnici importanti, Iannone, ha creato un test team: segnali chiari che si vuole tornare a essere trainanti. Il nostro è il budget più piccolo tra i team ufficiali, ma mi sento di dire che Aprilia è meglio di Ktm“.

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