Nasce la Champions League del Nuoto, Federica Pellegrini entusiasta del nuovo progetto: “idea rivoluzionaria”

Foto Fabrizio Corradetti/LaPresse

Federica Pellegrini ambassador della World Champions League del Nuoto: le parole della nuotatrice italiana sull’introduzione dell’importante novità

Ieri a Milano, a firmare il contratto di Global Ambassador dell’International Swim League insieme ad Adam Peaty, Katinka Hosszu, Ryan Murphy e Cate Campbell c’era anche Federica Pellegrini. La nuotatrice italiana è infatti testimonial della nuova Champions League del nuoto, che segna un importante rivoluzione degli appuntamenti con le gare di nuoto. La World Champions League del nuoto avrà un format del tutto nuovo ed un gran finale a Las Vegas. I nuotatori vi parteciperanno a squadre e l’attenzione sarà calamitata non sulla best performance del talento singolo, ma sull’interezza delle prestazioni dei membri della stessa squadra. La Champions League del nuoto si costituisce di vari step: si inizia da una stagione regolare, i playoff e infine lo show finale nella città del Nevada.

Sono contenta del progetto, di contribuire a portare il nuoto in una nuova dimensione prima da atleta e poi in altri ruoli che adesso non saprei. – ha detto Federica Pellegrini intervistata a Milano sulla grossa novità introdotta nella sua disciplina – Non sarà fondamentale la best performance. Siamo a un bivio o restiamo fermi con le solite gare di sempre o ci si evolve. La mia mission è contribuire a far diventare il nuoto uno sport professionistico. L’Isl è la strada giusta, Kostantin (magnate ucraino ideatore della World Champions League del nuoto, ndr) ha avuto un’idea rivoluzionaria perché queste gare non si accavallano alle quelle tradizionali, ma saranno uno spunto in più per rendere più spettacolare il nuoto. Il braccio di ferro con la Fina? Non credo che si arriverà alle squalifiche, altrimenti come faranno ad organizzare i Mondiali o le Olimpiadi? Ne abbiamo parlato tra noi atleti a Londra e abbiamo già attivato con chat ed e-mail il nostro sindacato. Siamo tanti e non studio per diventare dirigente, ma per aiutare il nuoto ad evolversi. Siamo al punto di svolta”. 

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