Zamparini saluta il suo Palermo: “da oggi mi sento vedovo, lascio il club in buone mani”

Zamparini Lapresse

Maurizio Zamparini ha ceduto il Palermo al gruppo inglese Global Futures Sports and entertainment di Clive Richardson

Mi sento come se fossi diventato vedovo“. Così Maurizio Zamparini, all’indomani dell’ufficialità del suo addio al Palermo, che dopo 16 anni ha venduto al gruppo inglese Global Futures Sports and entertainment di Clive Richardson. Con loro anche David Platt, ex calciatore in forza a Bari, Juventus e Sampdoria che, forte della sua esperienza sui campi da calcio da giocatore ed allenatore, sta fornendo ai nuovi acquirenti inglesi una consulenza ‘sportiva’. Zamparini, simbolo del Palermo Calcio degli ultimi anni, ha cominciato la sua avventura da imprenditore sportivo negli Anni Ottanta, prima col Pordenone Calcio e poi, nel 1987, con il Venezia. Ed oggi non esclude, in futuro, un suo ritorno nel mondo del calcio. “Ho sposato Palermo per tanti anni quindi è difficile capire come mi sento in questo momento -dice l’imprenditore friulano a Pop Economy-. Un ricordo che mi resterà è il cartello del tifoso allo stadio Meazza per la sfida contro il Milan che diceva ‘Oh bello a San Siro sono’, detto però in siciliano e in modo più colorito. Ringrazio Clive Richardson e Maurizio Belli che mi hanno permesso di lasciare bene il Palermo. Lasciarlo in mani ad una società con possibilità economiche importanti per fare grandi progetti. Ringrazio Clive che sta a capo di questo gruppo importante che gestisce anche finanziariamente i giocatori che possono trovare un futuro nel panorama calcistico mondiale“.

Altre opzioni serie non ne ho avute. Ho 77 anni e cercavo di lasciare. La piazza si era stancata di me, si dice che ci si stanca della moglie dopo 7 anni immaginiamoci di me dopo 16. Palermo è una città dove si può fare calcio a livello mondiale visto che ci sono milioni di tifosi sparsi in tutto il mondo. Stare fuori dal calcio? Se mi stanco di starne fuori potrei sempre ritornare, mi sento ancora giovane dentro. Non andrò allo stadio a vedere le partite perché non riesco emotivamente a reggere ma se qualche giornalista si vuole divertire e sentire la mia opinione sono sempre a disposizione“, conclude Zamparini. (Spr/AdnKronos)

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