Rugby – I medici delle Zebre a confronto coi club della franchigia

Zebre Family: il medici delle Zebre a confronto coi club della franchigia. La traumatologia nel rugby al centro del seminario organizzato a Parma

Lo Zebre Rugby Club ha organizzato insieme ai propri partner medici un clinic dedicato alla traumatologia nel rugby alla Cittadella del Rugby di Parma lo scorso 3 Dicembre. Gli staff medici, fisioterapici e tecnici dei 55 club che fanno parte della franchigia Zebre Family hanno potuto ascoltare l’esperienza diretta dei colleghi della franchigia federale, confrontandosi in una costruttiva tavola rotonda insieme a diversi specialisti del settore.

“La traumatologia nel Rugby” è stato il titolo dell’incontro su temi molto cari in uno sport dai grandi impatti fisici, molto attento alla prevenzione ed alla sicurezza degli atleti.

La tavola rotonda, moderata dalla giornalista Federica Panicieri, ha visto la presenza di relatori di grande esperienza nel settore. Per lo staff medico delle Zebre sono intervenuti il coordinatore medico Rocco Ferrari, il medico di campo Paolo Ferrari e il Responsabile della Fisioterapia Matteo Cavalca.  Altri relatori dell’incontro erano gli ortopedici della Casa di cura Città di Parma, Carlo Felice De Biase –ex Azzurro di rugby e specialista in chirurgia della spalla- ed Aldo Ampollini, specialista in chirurgia del ginocchio. E’ intervenuto anche il dottor Massimo Manara, professionista con una grande esperienza in ambito calcistico e presidente dei medici dello sport di Parma.

Nel corso dell’incontro è emerso chiaramente come negli ultimi anni la traumatologia nel rugby sia notevolmente aumentata anche perchè è cambiato il modo stesso di giocare. Atleti con fisici sempre più possenti e veloci si confrontano sul campo in scontri di grande impatto fisico che portano spesso ad infortuni più o meno gravi.

Si è parlato del tema molto attuale dei traumi cranici con commozioni cerebrali, le cosiddette Concussion, in passato talvolta sottovalutate e per cui oggi invece esistono delle precise procedure da seguire.

“Un grande aiuto lo abbiamo avuto anche grazie all’introduzione del cosiddetto Occhio di Falco, un sistema di revisione al video delle azioni di gioco paragonabile alla VAR, la moviola del calcio. Nel rugby però viene utilizzato per poter rivedere, anche da varie angolazioni, scontri con traumi cranici che potrebbero portare ad una concussion” ha sottolineato Rocco Ferrari.

Il medico di campo con lunga esperienza internazionale anche nella nazionale italiana Paolo Ferrari ha mostrato, con l’ausilio di diverse immagini e filmati, come un medico di campo nel rugby si trovi a dover affrontare tante evenienze anche molto differenti, con tante esperienze dirette dopo sei stagioni con le Zebre sui campi di tutta Europa. ”E’ stata una serata molto positiva per l’alto numero dei partecipanti e per l’alto indice di gradimento, notato dai tanti interventi e domande dell’uditorio” ha dichiarato Paolo Ferrari.

Sono state mostrate le tecniche di primo soccorso in campo grazie anche all’ausilio delle strumentazioni di primo soccorso fornite da MEBER, uno dei partner medici della franchigia di base a Parma. Tra gli altri la tavola spinale, gli immobilizzatori e le steccobende che sono state usate dallo staff medico delle Zebre ricreando delle fattispecie tipiche che possono succedere in una gara di rugby.

La trattazione è poi passata sulla traumatologia articolare con gli interventi dei due chirurghi ortopedici della Casa di cura Città di Parma, altro partner delle Zebre. L’ex rugbysta De Biase ha relazionato dei traumi della spalla a cui possono andare incontro i rugbisti anche rispetto all’evoluzione della tecnica del placcaggio molto cambiata negli ultimi due decenni. Tra i traumi analizzati in particolare si è parlato della lussazione, analizzando quelle che sono le indicazioni all’intervento chirurgico e anche le diverse tipologie di chirurgia a disposizione.

Aldo Ampollini ha invece affrontato il tema della traumatologia del ginocchio differenziando quelli che sono i traumi da contatto, che sono negli anni aumentati notevolmente e che spesso portano a lesioni legamentose multiple, dai traumi da non contatto che avvengono, ad esempio, per un brusco cambio di direzione. Ha quindi illustrato quelle che sono le possibili terapie chirurgiche specifiche, più adatte per lo sport del rugby.

Presente al tavolo dei relatori anche la terza linea delle Zebre Maxime Mbandà che ha raccontato la sua esperienza diretta d’infortunio sia alla spalla che al ginocchio e dei successivi recuperi nelle ultime stagioni. Il giocatore della nazionale italiana ha evidenziato come il lavoro di recupero post intervento sia fondamentale per una buona ripresa dell’attività agonistica.

Massimo Manara a tal proposito ha sottolineato quanto sia importante anche una corretta valutazione della condizione mentale di quando l’atleta si sente pronto al rientro in campo dopo un infortunio, di norma lontana dal momento del pieno recupero fisico.

Sugli aspetti riabilitativi si è poi soffermato Matteo Cavalca dello Studio Centrum, responsabile del nutrito staff di fisioterapia delle Zebre, evidenziando come una buona riabilitazione e specifici esercizi siano utili anche al fine di prevenire il più possibile infortuni futuri :”Anche durante la cena post seminario, moltissimi colleghi medici e fisioterapisti hanno voluto approfondire i temi ortopedici e riabilitativi che, per motivi contingenti di tempo non sono stati approfonditi durante la parte d’aula: questo ad ulteriore dimostrazione dell’altro interesse riscontrato da tutti per i temi trattati”.

La serata si è poi conclusa con l’analisi del positivo apporto dei trattamenti medici quali l’impiego dell’acido ialuronico nelle lesioni cartilaginee, a cura di Sergio Di Masi e Sara Martini di IBSA, azienda leader e all’assoluta avanguardia dei questo settore e di quello dei cerotti medicati. La farmaceutica svizzera con sede italiana a Lodi da questa stagione è uno degli sponsor di maglia delle Zebre, che utilizzano con regolarità e soddisfazione i prodotti nei trattamenti di recupero dagli infortuni dei propri tesserati.

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