Rugby – Giosuè Zilocchi, gioventù e carisma al servizio delle Zebre

© Nando

Il giovane pilone piacentino Giosuè Zilocchi si racconta ai microfoni del sito web dello Zebre Rugby Club

Questa settimana ospite ai microfoni del sito web dello Zebre Rugby Club è il pilone destro della franchigia federale e della nazionale italiana Giosué Zilocchi. Nato e cresciuto rugbisticamente a Piacenza, il ventunenne è arrivato alla Zebre durante la scorsa estate ed in questi primi mesi ha fatto il suo esordio nei due tornei professionistici internazionali del Guinness PRO14 e della EPCR Challenge Cup. Il numero 3 bianconero – uno dei giocatori emiliani della rosa delle Zebre insieme a Lovotti, Rimpelli e Violi- è reduce dalla chiamata della nazionale italiana per i test match di Novembre che hanno visto il pilone in campo a Chicago nella sfida contro l’Irlanda.

Clicca ed ascolta la video intervista a Giosué Zilocchi

Quando hai cominciato a giocare a rugby e cosa ti ha affascinato di questo sport? Ho iniziato più o meno all’età di 8 anni, dopo un anno di calcio. Ho cominciato nelle file del Rugby Gossolengo, affascinato dal contatto fisico.

Sei cresciuto in un club importante con lunga tradizione come i Lyons di Piacenza: chi è stato fondamentale nel tuo processo di crescita che ti ha portato a frequentare tutte le nazionali giovanili e l’Accademia Nazionale? Ho avuto la fortuna di avere a che fare sempre con ottime persone, sia in giovanile e sia in Eccellenza. Uno su tutti è stato Tino Paoletti.

Dopo l’esperienza a Calvisano la scorsa stagione, alle Zebre hai ritrovato come coach della mischia il piacentino Carlo Orlandi, ex tallonatore Azzurro con 42 caps negli anni ’90 e tuo allenatore con la nazionale Under 20. Che rapporto c’è tra di voi? Conosco il coach Orlandi da parecchi anni, dalle giovanili, quindi questo ha facilitato il rapporto. Mi sta aiutando molto nelle fasi statiche e nelle tecniche del mio ruolo.

Dopo aver cominciato la carriera in terza linea, ora sei un pilone destro. Com’é stato questo processo di adattamento? Ho iniziato durante la mia esperienza con l’Accademia Nazionale “Ivan Francescato” qui a Parma. Il passaggio è stato un pò difficile, soprattutto nelle fasi statiche, ma con l’esperienza che ho fatto nei primi due anni di Eccellenza sono riuscito a migliorare.

Oltre alle fasi statiche nel rugby moderno un pilone è diventato un giocatore sempre più fondamentale anche nel gioco aperto: presenta le tue principali caratteristiche offensive e difensive ai nostri tifosi? Cerco di portare gli aspetti di dinamismo tipici della terza linea nel mio gioco di pilone, facendomi trovare il più possibile presente nelle fasi di difesa e di attacco rispetto a un pilone classico. Preferisco la difesa e tutto ciò che ruota intorno al placcaggio. In attacco mi piace invece portare più palloni possibili. 

Sei stato uno dei giocatori più utilizzati di questo inizio stagione, sempre convocato nelle prime 9 gare: come ti sei integrato nel gruppo e nelle dinamiche tecniche delle Zebre? Conoscevo già molti compagni ed è stato facile inserirmi nel gruppo. Questo mi ha reso più facile entrare negli schemi di gioco della squadra.

La scorsa estate hai esordito anche con la maglia della nazionale italiana in Giappone, cosa ti ha lasciato di positivo questo tour estivo con gli Azzurri? È stata una convocazione un pò a sorpresa ma un’esperienza molto positiva, sia in campo che fuori, passando un bel mese insieme ai compagni.

Oggi la partenza per la Russia dove sabato le Zebre affronteranno per la prima volta i campioni di Russia dell’Enisei-STM nella coppa europea Challenge Cup. Come avete preparato questa inedita sfida in settimana? È una squadra che non conosciamo ma sappiamo che è molto fisica, con diversi nazionali in rosa e sarà una partita tosta, da non prendere sottogamba. Durante la settimana infatti abbiamo lavorato duramente per non farce trovare impreparati ed essere pronti per la vittoria.

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