Tranquilla, pacata e… fuoriclasse! Anna Danesi a SportFair: “mi sono sacrificata tanto, ma sono stata ripagata”

2018 FIVB

Dopo la medaglia d’argento ai Mondiali 2018, la centrale bresciana è ritornata ad indossare la maglia dell’Imoco Volley Conegliano. Niente discoteche e programmi tv per lei, ma solo studio universitario e tanti libri thriller in attesa di tornare in uno dei luoghi a lei più cari: la sua casa al lago

A vederla in campo, circondata da colleghe esuberanti, attira l’attenzione per il suo modo di fare pacato e misurato, per il suo non risparmiarsi durante le azioni di gioco senza mai esagerare nel festeggiare un punto, per lo sguardo serio e concentrato, che si accende quando un suo muro o un suo attacco vanno a segno. Conoscendola si rimane piacevolmente sorpresi quando ci si rende conto che Anna Danesi è effettivamente uno di quei casi in cui l’apparenza non inganna.

Anna infatti, oltre ad avere partecipato alle Olimpiadi di Rio nel 2016 e, quest’anno, ai Mondiali in Giappone, a 22 anni ha già un ricco palmarès (due Supercoppe, una Coppa Italia e lo scudetto 2017/18 con l’Imoco, la medaglia d’argento guadagnata proprio ai Mondiali 2018 con l’Italvolley femminile), ma vive questi successi con un entusiasmo ponderato e consapevole: “a Rio mi è sembrato già un miracolo andare. Avevo 20 anni e sapevo che non avrei giocato, ma lo rifarei. Un’Olimpiade è l’esperienza della vita. Per quanto riguarda invece i Mondiali è arrivata tanta pubblicità, è necessario avere i piedi ben piantati a terra per gestire tutto questo. Noi siamo state fortunate perché essendo lontane migliaia di chilometri da casa non abbiamo inizialmente percepito che c’era tanta attenzione nei nostri confronti. Quando poi il presidente Mattarella ci ha mandato i suoi auguri, abbiamo capito che effettivamente eravamo molto seguite dall’Italia”.

Dopo l’impresa d’argento, il ritorno in Italia e pochi giorni da passare a Roncadelle in famiglia, per poi ripartire subito per Conegliano ed iniziare il campionato: “ormai è un’abitudine passare da una maglia all’altra. Poi è il mio terzo anno con l’Imoco quindi reinserirsi in squadra è stato facile. Ho dovuto solo rimettermi in sintonia con la palleggiatrice”.

Anche quest’anno l’Imoco, una delle corazzate della massima serie, si contenderà i vertici della classifica con top club come la Savino del Bene Scandicci e, in particolare, con l’Igor Gongorzola Novara: “siamo partite bene, con Novara di due partite giocate una l’abbiamo persa (però quella vinta è valsa ad Anna e compagne la Supercoppa 2018/19 – ndr) e questo ci sta perché praticamente stiamo giocando ogni tre  giorni. Un nostro punto di forza è che siamo una squadra omogenea per cui, in caso di un eventuale calo in attacco dell’opposto, siamo in tante a potere riequilibrare”. Fuori dal campo, niente musica, televisione o discoteche per rilassarsi ma tanto spazio dedicato allo studio, ai thriller di Ken Follett e Wilbur Smith oppure a gustarsi  la pace del suo appartamento a Conegliano, vicina alle compagne di squadra, ma a volte anche piacevolmente sola, per ricaricare le pile e recuperare concentrazione attingendo energia da se stessa: “abitiamo tutte in un complesso in cui ognuna ha un appartamento per conto proprio in modo che possiamo stare insieme ma anche avere i nostri spazi. Mi piace stare nel mio appartamentino, per gustarmelo e studiare”.

Uno dei luoghi a cui Anna è più legata e a cui lei si sente più vicina è la sua casa al Lago di Garda. Quei luoghi dalla bellezza suggestiva e silenziosa, pieni di colori, vita e suoni,  parlano di lei: “la mia casa al lago è il luogo che più mi rappresenta, la mia famiglia possiede quella casa da 20 anni, da prima che nascesse mia sorella. Quando sono lì mi piace molto leggere, specialmente nel giornate di sole; adesso con l’impegno degli studi ho meno tempo da dedicare alla lettura e, per questo, ho già acquistato il kindle”.

Anna infatti sta per terminare la facoltà di “Scienze Motorie”: “l’esame che mi è piaciuto di più? Psicologia dello Sport”, risponde senza pensarci un istante. Non si fa fatica a crederle quando, parlando dei suoi difetti, sottolinea: “sono troppo buona, me lo dice anche mio padre; quando giocavo nelle giovanili mi ricordo che, dal campo, cercavo sempre i miei genitori sugli spalti e lo vedevo che mi raccomandava, a gesti, di essere grintosa. D’altra parte sono una persona che non parla tanto ma, quando lo fa, le cose le dice con franchezza”.

In effetti, mentre altri sportivi amano esprimere spesso la propria opinione, Anna non è una persona che parla frequentemente ma, quando dice il suo parere, i suoi interventi sono sempre meditati, diretti e convincenti: “nel corso degli anni che verranno spero di riuscire a conservare la mia pacatezza e tranquillità, il mio cercare di non litigare mai con nessuno. Confrontandomi con il passato, invece, direi che, nonostante i mille sacrifici che ho fatto (e a volte, guardandomi indietro, mi chiedo “Ma come ho fatto?!) potrei dire a me stessa che le mie scelte sono state giuste”.

La “forza tranquilla” di quest’atleta, che, come il lago che ama tanto, trasmette serenità e calma, insieme al suo carisma e alla sua sensibilità introspettiva, rendono Anna Danesi una delle giocatrici più interessanti e rappresentative dell’attuale movimento pallavolistico femminile in Italia.

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