Nuoto, Paltrinieri si rammarica: “non ci ho creduto abbastanza, avrei potuto ammazzare la gara”

gregorio paltrinieri Gian Mattia D'Alberto / lapresse

Il nuotatore italiano si prende l’argento nei 1500 sl ai Mondiali in vasca corta di Hangzhou, ma si rammarica per non essere riuscito a vincere

Da una parte sono contento perché non avvicinavo il primato mondiale da quando l’ho stabilito. E’ un tempo super, mi conforta e trasmette sicurezza anche in relazione al lavoro che sto svolgendo. Ne avevo bisogno perché agli europei della scorsa estate ero arrivato in ottima forma, ma non ho potuto dimostrarlo perché mi sono ammalato. Il risultato finale ovviamente mi scoccia, perché potevo vincere“.

gregorio paltrinieri

Gian Mattia D’Alberto/LaPresse

Gregorio Paltrinieri commenta così la medaglia d’argento nei 1500 metri stile libero ai campionati mondiali di vasca corta di Hangzhou, di poco alle spalle dell’ucraino Mykhailo Romanchuk. “Probabilmente nella fase centrale non ci ho creduto abbastanza – aggiunge il 24enne carpigiano delle Fiamme Oro – non dico che mi sia accontentato, anzi, l’ho tirata dall’inizio alla fine. Mi sono presentato sul blocco cattivo, agguerrito, deciso come non mai. Ho impostato la gara come volevo, però nella fase centrale probabilmente ho avuto paura di tirare troppo, di forzare e perdere energie. Potevo osare di più, mi è mancata sicurezza. Credo che se avessi spinto ancora di più intorno ai 600 metri avrei ammazzato la gara – prosegue l’oro olimpico di Rio – gli avrei dato cinque secondi. Considerato che non ho avuto momenti di crisi nel prosieguo, avrei dovuto provarci. Invece mi è rimasto attaccato a un paio di secondi ed è riuscito a risalire. Poi allo sprint so che ne ha più di me. Dovevo staccarlo prima“.

Gian Mattia D’Alberto/LaPresse

Per Paltrinieri è la quarta medaglia iridata consecutiva dopo l’argento a Istanbul nel 2012 in 14’31″13, l’oro a Doha nel 2014 in 14’16″10 e l’argento a Windsor 2016 in 14’21″94. “La gara è stata tirata, bella. Dispiace aver perso – conclude Paltrinieri, che ha scaricato un po’ di rabbia al tocco lanciando la cuffia lontano con un gesto di stizza – so che Romanchuk ha una chiusura strepitosa, alla Sun Yang. In prospettiva futura è un’altra indicazione su come impostare le gare contro l’ucraino. Tirare ancora di più nel mezzo per evitare il suo ritorno nel finale. La vasca corta, seppur abbia il record del mondo, non mi è mai piaciuta moltissimo. Il lavoro sta pagando. Il lavoro svolto in Australia sta emergendo gradualmente andandosi a fondere con quello quotidiano. Sto tornado ad altissimi livelli“. Soddisfatto il tecnico federale Stefano Morini, che ne segue la preparazione al centro federale di Ostia dall’autunno del 2010: “sono molto contento per la prestazione. Gregorio aveva la voglia di uccidere la gara nella prima metà e le energie per riuscirci. E’ chiaro che non ha le caratteristiche e le capacità di cambiare repentinamente ritmo nel finale; pertanto è consapevole di dover arrivare agli ultimi 200 metri con un vantaggio da porter gestire. L’argento è amaro, ma il tempo è eccezionale. Da tre anni non si nuotava così bene in vasca corta ed è un messaggio chiaro, confortante e stimolante per la stagione in vasca olimpica“. (ADNKRONOS)

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