LeBron vuole Carmelo Anthony ai Lakers: come sconfessare il progetto giovani e far deragliare l’intera stagione

LaPresse/Reuters

LeBron James vorrebbe Carmelo Anthony ai Lakers, ma la società giallo-viola non sarebbe convinta di una scelta che potrebbe risultare altamente nociva per la franchigia

Come un fulmine a ciel sereno, una notizia di mercato sconvolge la tranquillità dell’ambiente Lakers. Nessun addio, come dovrebbe accadere in questi casi vista la reazione, ma un possibile arrivo… poco gradito. The Athletic riporta l’interesse di LeBron James a vedere Carmelo Anthony (suo grande amico) con la maglia dei Los Angeles Lakers. Nonostante il numero 23 non abbia fatto alcuna richiesta ufficiale alla dirigenza giallo-viola, secondo il giornalista Joe Vardon, LeBron avrebbe individuato in Melo un possibile rinforzo utile alla squadra.

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Proprio in merito all’utilità di Carmelo Anthony sorge qualche dubbio. È risaputo come Melo sia un giocatore ‘particolare’, al quale piace giocare con la palla fra le mani, catalizzare le azioni offensive della squadra e avere un minutaggio piuttosto alto anche in uscita dalla panchina (senza contare la pigrizia difensiva!). Fattori che mal si sposano con il progetto di crescita dei giovani dei Los Angeles Lakers, le vere ‘vittime’ del possibile arrivo di Carmelo Anthony.

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In una stagione ‘di transizione’, deputata allo sviluppo di talenti come Lonzo, Ingram, Kuzma e Hart, il problema non sarebbe unicamente legato al minutaggio e al modo di giocare, ma anche alla crescita personale: con due stelle come LeBron James e Carmelo Anthony, le loro qualità realizzative e la loro volontà di prendersi la ‘responsabilità‘ dei tiri più pesanti, i giovani dei Lakers potrebbero limitarsi al semplice compitino, affidandosi ai due big in situazioni clutch. Ha dunque senso sconfessare il progetto sul quale si basa l’intera stagione per un giocatore che aggiunge sicuramente esperienza, carisma e punti al gruppo, ma che mette in ombra i giovani? Ai ragazzi va data la possibilità di sbagliare: la crescita passa anche dall’esperienza maturata dopo gli errori, in questo caso magari non quelli di Carmelo Anthony

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