Juventus-Inter, Ronaldo e le differenze con CR7: “il calcio è cambiato, quando arrivai in nerazzurro…”

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Il Fenomeno ha parlato della partita dello Stadium, soffermandosi su Cristiano Ronaldo e sulle differenze tra se stesso e il portoghese

Juve-Inter, un match da mille e una notte che affascina e seduce. Lo Stadium si veste a festa, pronto ad accogliere una sfida ricca di pathos ed emozioni, in cui non mancheranno i colpi di scena. Ronaldo Nazario da Lima ne ha giocate tante di queste partite, per questo motivo la Gazzetta dello Sport lo ha intervistato per carpirne sensazioni e impressioni a poche ore dal fischio d’inizio.

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Miguel MEDINA / AFP

La sua analisi non poteva non partire dalle differenze con CR7: “Non ha senso parlare di vero Ronaldo, siamo così diversi, io e lui. L’età, anzitutto. Nove anni di differenza, differenti gli anni in cui abbiamo giocato. Il calcio è cambiato in fretta recentemente, e cambia sempre più in fretta. Non voglio dire che ai “miei tempi” fosse più difficile: però abbiamo affrontato situazioni molto diverse e con squadre diverse. Poi c’è l’impatto con il campionato italiano. Io avevo vent’anni, avevo già detto abbastanza con il Psv e il Barcellona, ma non tantissimo, sicuramente non tutto. Ero ancora un progetto di campione, o perlomeno così mi sentivo. Cristiano è arrivato in Italia a 33 anni, nel pieno della sua maturità di giocatore. Anzi, di campione fatto e finito. Per la Juve è un enorme valore aggiunto, ma non avrebbe mai scelto la Juve se non avesse calcolato di arrivare in una delle squadre più forti d’Europa. Io quando scelsi l’Inter avevo una missione molto meno immediata di quella di provare a vincere subito la Champions. Me la diede Moratti: far diventare l’Inter una grande squadra, aiutarla a tornare ai livelli della squadra di suo padre. E un po’ più grande, soprattutto a livello di immagine, era diventata“.

Ronaldo Luís Nazário de Lima

LaPresse/Fabio Ferrari

A tradire Ronaldo furono anche le sue abitudini: “le nostre concezioni dell’importanza dell’allenamento, della centralità del lavoro sono non dico opposte, ma sicuramente differenti. Io mi allenavo perché dovevo, lui si allena perché ama farlo: l’avessi fatto quanto lui… Non credo che tutto quello che posta su Instagram dei suoi allenamenti personali sia solo facciata, auto-pubblicità. E quello che raccontano i suoi compagni fa fede, non mi pare ruffianeria. Il Pallone d’Oro? Noi giocatori l’abbiamo sempre saputo, lo sanno tutti: è un premio influenzato anche dai risultati e al Mondiale la Croazia di Modric ha fatto meglio del Portogallo di Cristiano“. Ronaldo poi si sofferma su Inter-Juve di oggi: “partita non facile per l’Inter, e non c’è bisogno che lo dica io. La Juve è molto forte, più forte di tutte le altre, e sta succedendo quello che era prevedibile già a inizio campionato. Anche se non immaginavo una fuga così già a dicembre. L’Inter sta recuperando un po’ di terreno, ma piano piano. Quando sarà definitivamente fuori dal financial fair play, potrà accelerare. Un paragone Moratti-Zhang non ha senso, hanno per forza un modo di vivere l’Inter diverso, ma in una cosa sono sicuramente uguali: Suning non ha meno voglia di vincere“.

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