De Zerbi rigetta le voci sulle pressioni della Mafia foggiana: “ho la coscienza pulita”

De Zerbi LaPresse/Gerardo Cafaro

Sassuolo, Roberto De Zerbi si è detto totalmente estraneo a qualsivoglia rapporto con la Mafia foggiana durante la sua militanza in rossonero 

Ho la coscienza pulita ma non mi basta: è una cosa che mi dà molto fastidio, non mi fa dormire perché non sono quello. Chi mi conosce sa, e a Foggia lo sanno, che non ero e non sono mai stato manovrabile da parte di nessuno“. Sono le parole del tecnico ex Foggia, oggi al Sassuolo, Roberto De Zerbi, riguardo all’indagine che ha portato ieri all’arresto di 30 affiliati alla Mafia foggiana, la cosiddetta Società, e che ha registrato il tentativo di condizionamento della società calcistica del Foggia, all’epoca militante nel campionato di Lega Pro. In alcune intercettazioni telefoniche è emerso che, i membri della Società Foggiana avrebbero imposto alla società sportiva Foggia Calcio la stipulazione di contratti di ingaggio nei confronti di persone vicine all’associazione mafiosa, pur non disponendo di qualità sportive significative. “Di questi due giocatori di uno non conosco niente perché non è ha mai stato con me, è stato tesserato e dopo quattro giorni è stato mandato in prestito ed io non l’ho mai visto -precisa l’allenatore alla guida del club pugliese dal 2014 al 2016-. L’altro era un ragazzo che giocava nella juniores, ha giocato 9 minuti l’ultima partita vinta 3-0 e l’anno successivo è andato in prestito da un’altra parte. Questi sono i fatti, se poi qualcun’altro ha subito intimidazioni o si è piegato a favorire gente esterna questo non sono io”. “Ho fatto solo l’allenatore portando 30mila persone allo stadio prendendo una società che ne aveva 3mila il primo giorno che sono arrivato, e sono stato anche mandato via da quella società perché probabilmente avevamo visioni completamente diverse su tutto”, conclude De Zerbi nella conferenza stampa che precede il match di campionato tra Sassuolo e Udinese. (Spr/AdnKronos)

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