Atalanta, Gomez suona la carica: “sono stufo di sentire che non siamo da Europa, ne parliamo a marzo”

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Il capitano dell’Atalanta ha parlato della stagione in corso, sottolineando di essere stufo di sentire che i nerazzurri non siano da Europa

La sconfitta contro l’Empoli da dimenticare, il match con il Napoli da preparare al meglio per rilanciarsi in classifica. L’Atalanta prova a cancellare la pessima prestazione del Castellani dove, avanti di due gol, si è fatta rimontare fino a subire un clamoroso ko nel recupero.

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Un risultato che ha fatto male soprattutto al Papu Gomez, come sottolineato da lui stesso ai microfoni della Gazzetta dello Sport: “rispetto a quella di Empoli in realtà ho visto cose più brutte, come il 7-1 con l’Inter o la sconfitta di Cagliari di due anni. Ma domenica abbiamo giocato davvero male. E’ stata una partita folle, 1-0 per noi, l’Empoli che sbaglia un rigore, poi, avanti di due gol, ci facciamo rimontare. Il cambio Zapata-Pasalic ha tolto profondità e siamo calati fisicamente, abbiamo smesso di aggredire. Gasperini ha detto che non siamo da Europa? Sono stufo di sentire certi discorsi, non ha senso farli adesso, ne riparliamo a marzo perchè il potenziale c’è tutto, ma la squadra a volte è un po’ troppo presuntuosa. Deve crescere come mentalità, ha perso partite che poteva tranquillamente pareggiare contro Cagliari e Samp, per esempio. Ricordiamoci però che l’Atalanta ha sempre faticato all’inizio e che con l’eliminazione dai preliminari di Europa League è venuto a mancare un punto di riferimento. Ilicic? Può accadere di perdere la testa, ma ora Josip sta bene, si è ripreso dopo l’infezione batterica. Era dimagrito e preoccupato, non si allenava, vedeva tutto nero. Ha perso quasi 3 mesi, peccato perché insieme avevamo fatto un’ottima preparazione estiva“.

Gomez

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Sono già cinque le stagioni con la maglia dell’Atalanta, una lunga militanza che fa di Gomez un punto di riferimento nerazzurro: “a 30 anni e al quinto campionato, sento di avere una grande responsabilità, cerco di dare consigli ai giovani, anche se loro non me li chiedono. Li vorrei più vivaci, più ribelli. Non mi piace attirare l’attenzione o fare il fenomeno. E certe cose preferisco dirle in privato, non davanti a tutti. La sfida con il Napoli? Fa bene da anni, è una squadra consolidata, giocano sempre gli stessi. Non vedo grandi differenze tra Sarri e Ancelotti. Ma non partiamo battuti: a loro non piace giocare contro chi li aggredisce alti“.

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