“7 uomini a mollo” – Il nuoto sincronizzato maschile per far rinascere un gruppo di 40enni in crisi: la nuova commedia di Lellouche

“7 uomini a mollo”: il 20 dicembre nelle sale cinematografiche la nuova commedia divertente ed intelligente diretta da Gilles Lellouche. Jaked

Il mondo dello sport ha sempre appassionanti storie da raccontare e il binomio sport-film riesce sempre a riscuotere successo. Non solo documentari sui grandi campioni, ma anche divertenti storie che si avvicinano incredibilmente alla vita quotidiana della gente comune. E’ proprio da quest’ultima idea che nasce il nuovo film diretto da Gilles Lellouche “7 uomini a mollo”. La nuova pellicola cinematografica, nelle sale a partire dal 20 dicembre, distribuita da Eagle Pictures racconta di un gruppo di quarantenni nel pieno di una crisi di mezza età, che decide di formare la prima squadra di nuoto sincronizzato maschile della piscina che frequentano. Affrontando lo scetticismo e la vergogna di amici e familiari, allenati da una campionessa ormai tramontata e alla ricerca di conferme, il gruppo si imbarca in un’avventura fuori dal comune per riscoprire un po’ della propria autostima e imparare molto su se stessi e sugli altri.

“8 anni fa iniziai a scrivere una sceneggiatura che conteneva già alcuni degli elementi di 7 uomini a mollo. Volevo esaminare quella stanchezza – o, più che altro, quella latente depressione – che stavo iniziando a notare in molte persone della mia generazione, o più in generale in Francia. In questa gara di individualismo nella quale siamo intrappolati nonostante la nostra volontà ci scordiamo di cosa siano la collettività, la passione, l’apprezzamento, lo sforzo. Mi piace quel sentimento da “condivisione di gruppo” che mi aveva molto colpito mentre frequentavo gli incontri degli alcolisti anonimi per preparare la mia parte nella serie di Jaques Maillot “Une Singe sur le Dos”, nella quale interpretavo, appunto, un alcolista. Ero strabiliato dal calore, dal dialogo e dal supporto che puoi trovare in questi gruppi, insieme ad una totale mancanza di giudizi. Viviamo in una società in cui i programmi TV e le discussioni sono piene di giudizi e opinioni su qualunque cosa, e per questo ho apprezzato molto quella bolla nella quale si poteva condividere ogni cosa con tranquillità. Ho iniziato a scrivere con questa idea in testa come punto di partenza, ma mancava ancora la dimensione poetica e cinematografica della cosa. Hugo Selignac mi ha consigliato poi di vedere questo documentario su ARTE a proposito di questo gruppo di uomini svedesi che facevano nuoto sincronizzato, e ho così realizzato che avevo trovato il mio soggetto: un gruppo di uomini più o meno disillusi che cercano di fare i conti con i loro sogni infranti. Ho poi chiesto a Ahmed Hamidi, di cui conoscevo bene il lavoro e che è stato uno degli autori di punta di “Les Guignols de l’info” all’inizio della sua carriera, di scrivere la sceneggiatura insieme con me e, più avanti, con Julien Lambroschini”, ha raccontato Lellouche.

Un lavoro tosto, ma anche divertente, che ha messo alla prova gli attori scelti per il film, che si sono dovuti cimentare in un’attività per loro nuova, il nuoto sincronizzato. “La prima sessione di allenamento è stata un disastro totale! All’inizio Julie Fabre, la coreografa della nazionale femminile di nuoto sincronizzato, era molto scettica. Ma dopo tre settimane mi ha detto che ce l’avremmo fatta. Lasciamo perdere per un attimo il fatto che Balasingham Thamilchelvan, che avevo trovato facendo i provini, mi ha mentito – non sapeva assolutamente nuotare – e che Felix non sopporta stare in apnea nonostante il suo ruolo fosse proprio quello del pilone! Quando vedete gambe spuntare da sotto l’acqua, quelle sono delle controfigure perché anche dopo 7 anni di allenamento è piuttosto difficile fare quel tipo di cose. Si sono allenati come matti per 7 mesi, una volta a settimana, e mi hanno davvero stupito!”, ha continuato Lellouche.

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