Roma, Zdenek Zeman chiarisce: “non è vero che tifo Lazio”, poi bacchetta Kolarov

LaPresse/Enrico Locci

Zdenek Zeman ha negato d’aver dichiarato alla tv ceca di tifare per la Lazio, l’ex giallorosso ha anche parlato di Schick e delle sue difficoltà

Le parole di Kolarov? Per me se la gente smette di parlare di calcio, il calcio finisce. Il calcio è fatto per parlare ai bar e per discutere. Poi se ne capiscono o non ne capiscono è normale che uno ha più una visione tecnico-tattica e uno più da tifoso. Sono due visioni completamente diverse“. Sono le parole dell’ex tecnico di Roma e Lazio, Zdenek Zeman, a Centro Suono Sport. “Io non ho mai detto che il mio cuore batte più per la Lazio. Intanto era un’intervista a Praga, in ceco, era anche registrata. Non l’ho detto, perché non lo posso dire. Io ho detto che allenando Lazio e Roma mi sono trovato bene nell’ambiente romano di calcio. La Roma mi ha sempre attirato di più perché ha più pubblico, più calore. Io ho amici laziali, amici romanisti, io non li rinnego. Io ho sempre detto che faccio calcio per la gente, dove c’è più gente, più interesse per il calcio da parte della gente mi trovo meglio. Poi è normale che si può andare bene e si può andare male“, ha aggiunto l’allenatore. Sulle difficoltà che sta trovando in questa stagione Eusebio Di Francesco, Zeman ha aggiunto: “Per me ha già modificato troppo il suo assetto, ha cambiato tanti modi di giocare. Penso che la Roma è sempre una squadra importante. Ha perso a Udine, è vero, ma l’Udinese ha fatto 2 tiri. La Roma ne ha fatti 20… purtroppo bisogna prendere la porta e fare gol perché di quello è fatto il calcio”.

Schick

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Schick? Il suo problema è che è costato 40 milioni. Io l’ho visto a Praga 2 volte, con la Polonia e la Slovacchia, e ha sempre fatto molto bene, ha segnato due gol in queste partite con la nazionale. Schick ha capacità, ma non ha capacità da uno di 40 milioni. La gente si aspetta sempre troppo“, ha sottolineato Zeman. “Come si muove quando gioca in Nazionale? Lui gioca da centravanti in nazionale. Il secondo gol lo ha fatto perché si è inserito negli spazi vuoti. Magari a Roma non trova gli spazi e non trova nessuno che lo mandi negli spazi, io quando dico questo penso sempre a Checco che lo manderebbe in porta. E penso a quanti gol avrebbe fatto con Checco“, ha spiegato il tecnico ceco. “Se ho sentito i dirigenti della Roma dopo l’esonero? Non ho più sentito nessuno dopo l’addio alla Roma, forse ho visto solo Sabatini a una premiazione a Napoli. Nel 2012 sono stato chiamato da Baldini“. (Red-Spr/AdnKronos)

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