Tennis, Starace promette battaglia dopo la squalifica: “dimostrerò la mia innocenza”

Potito Starace non ci sta e promette battaglia dopo la squalifica comminatagli per match-fixing, un caso relativa al 2011

Non me lo spiego, non riesco a capire. Mi hanno già distrutto tante volte eppure sono ripartito e ho sempre dimostrato la mia innocenza. Ma questa volta è troppo”. Potito Starace si è sfogato ai microfoni de Il Mattino dopo la pesante squalifica con multa salata comminata a lui ed a Bracciali.

“Un giudice americano della Tiu aspetta i risultati dei miei procedimenti penali, sono assolto con formula piena, dopo essere stato assolto anche dalla giustizia civile e lui che fa? Istruisce comunque il processo e con le stesse carte e gli stessi documenti che hanno portato alle mie assoluzioni, mi condanna. Questo è un incubo. Questo giudice si chiama Richard McLaren. Mi riconosce colpevole di match-fixing e di aver facilitato le scommesse relative a un incontro del torneo Atp di Barcellona del 2011. Questo nonostante le mie tre precedenti assoluzioni con formula pienaAnche la procedura è terribile: dicevano di voler attendere l’esito del processo penale di Cremona. Dopo la mia assoluzione pensavo che tutto fosse finito, invece mi arriva una mail che il Tiu avrebbe cominciato comunque l’indagine, poi il processo e la nuova condanna, in tempi e modi che ritengo allucinanti”.

Starace non intende arrendersi e minaccia ricorsi: “Voglio parlare del mio caso non degli altri: ricordo a tutti, comunque, che sia in sede sportiva sia in sede penale questa ricostruzione è stata smontata e ha portato alla mia doppia assoluzione. La giustizia penale italiana mi ha assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Ero accusato con Daniele Bracciali di aver truccato vari match. Tutto evidentemente falso. Non mi arrenderò. Il 14 dicembre sarò a Losanna con i miei avvocati per presentare il ricorso in appello al Tas, il Tribunale Arbitrale dello Sport. Il prossimo anno sarà decisivo perché questo è davvero l’ultimo stadio. Se dimostrerò la mia innocenza e la mia estraneità ai fatti anche al Tas, come ho già fatto in tutte le altre sedi, allora questa storia sarà davvero finita“.

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