Roma da psicoanalisi, crollo nervoso fra primo e secondo tempo e il Real Madrid non perdona: l’Olimpico fischia una squadra senz’anima

Alfredo Falcone/LaPresse ALFREDO FALCONE

Dopo un buon primo tempo, la Roma che rientra in campo nella ripresa è completamente diversa: cali di tensione ed errori madornali, il Real Madrid ringrazia e vicne 0-2. Giallorossi agli ottavi, ma sotto i fischi dell’Olimpico

Fra primo e secondo tempo, all’Olimpico è accaduto qualcosa di particolare: è andata via la luce. Nessun guasto all’impianto d’illuminazione, il blackout è avvenuto nella testa dei giocatori della Roma. Situazione complicata quella in casa giallorossa, si vive alla giornta sul filo di un’equilibrio delicato e fortemente instabile. La fiducia che si dovrebbe costruire con vittorie e risultati viene meno: in campionato solo 5 punti nelle ultime 5 partite, con relativo scivolamento fuori dalla zona Europea (Europa League compresa); in Champions League la qualificazione agli ottavi è arrivata grazie ad un regalo del CSKA Mosca, sconfitto dal Viktoria Plzen.

Luciano Rossi/AS Roma/LaPresse

Una gara come quella di questa notte all’Olimpico, con davanti i Campioni d’Europa del Real Madrid, avrebbe potuto dare la svolta alla stagione, chiedere all’Inter dopo il successo con il Tottenham di qualche mese fa, ma è risultata l’ennesima prova da ‘psicoanalisi‘ di una squadra tutt’altro che solida. Lo abbiamo detto prima: fra primo e secondo tempo è accaduto qualcosa. Nei primi 45 minuti la Roma ha tenuto bene il campo, difendendosi egregiamente dagli assalti del Real Madrid e rispondendo con pericolose sortite offensive. È servito il miglior Courtois per fermare Schick a botta sicura prima, poi ci ha pensato Cengiz Under a divorarsi da pochi passi il gol del vantaggio praticamente a tempo scaduto. Forse questo è stato l’episodio scatenante.

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ALFREDO FALCONE

Poi il classico colpo secco di quando salta la corrente. Corto circuito nella testa dei giocatori: la Roma del secondo tempo entra in campo diversa, disattenta, quasi demotivata. Errore di Fazio e gol di Bale. Poco dopo il raddoppio di Vazquez su assist di Benzema. Olsen evita l’imbarcata finale. Massimo risultato con il minimo sforzo da parte di un Real Madrid talentuoso ma, per restare in tema, a corrente alternata.

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Ritornando al discorso Roma, non è corretto dare la colpa all’errore di Under. I giallorossi avevano dato l’impressione di poter fare l’impresa, ma non sono riusciti a restare mentalmente in partita nell’arco dei 90 minuti. In questo senso avranno sicuramente pesato le assenze di leader come De Rossi e Dzeko, due giocatori abituati a giocare in Europa e a calcare grandi palcoscenici internazionali. Gli infortuni di Pellegrini, Perotti e Pastore hanno reso inoltre la panchina ridotta all’osso, o al solo Kluivert se preferite. Alibi non da poco, ma che non bastano a giustificare le modalità per le quali è arrivata la sconfitta. Nota di merito per Zaniolo, anima del centrocampo della Roma, un giocatore dal quale ripartire in futuro.

Roma che passa comunque agli ottavi di finale di Champions League ma esce sotto i fischi dell’Olimpico. A Di Francesco l’arduo compito di entrare nell testa dei suoi giocatori e capire cosa c’è che non va: il tempo stringe.

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