MotoGp – Valentino Rossi e lo spintone al commissario di pista in Malesia, il Dottore fa chiarezza: “ecco la verità”

valentino rossi AFP/LaPresse

Valentino Rossi, la concentrazione per la gara di domenica a Valencia e lo spintone al commissario di pista al termine del Gp di Valencia: la verità del Dottore

Giornata di lavoro non indifferente oggi sul circuito Ricardo Tormo per i piloti della MotoGp che hanno dovuto affrontare due sessioni di prove libere sul bagnato a causa dell’incessante pioggia che scende sulla pista spagnola ormai da giorni. Si prospetta un fine settimana caratterizzato dal maltempo dunque i campioni delle due ruote devono cercare di essere pronti a qualsiasi condizione di gara.

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Pomeriggio soddisfacente per Valentino Rossi a Valencia: il Dottore è riuscito a migliorarsi ed a sentirsi più a suo agio in sella alla M1 anche in condizioni di bagnato. In attesa dei test di martedì, che daranno le prime indicazioni importanti per il 2019, Valentino Rossi rimane concentrato al weekend di gara: “sono più concentrato per quella, perché sarebbe bello fare una bella gara per finire il campionato, poi mi gioco il terzo posto con Vinales. Più che altro la gara è prima e poi ci sono i test, che sono importanti, anche se non mi aspetto grandi cose qui e a Jerez. Saranno però test fondamentali per lavorare in vista di febbraio“, ha dichiarato a Motorsport.

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Il nove volte campione del mondo ha poi aperto una parentesi su un episodio accaduto in pista a Sepang, al termine del Gp della Malesia, quando il Dottore ha allontanato un marshal con uno ‘spintone’ (QUI IL VIDEO): “è come se nel calcio i raccattapalle ti prendessero per fare un selfie. Secondo me dobbiamo alzare il livello della professionalità dei commissari lungo la pista. Ci aspettiamo che siano qui per lavorare, non per fare dei selfie. Se pensiamo che sono quelli che ci devono soccorrere in caso di incidente, c’è da avere paura. Dopo la gara mi sono fermato e uno mi è anche salito su un piede. Volevano fare dei selfie come dei normali tifosi, ma dai commissari mi aspetto che siano lì per lavorare“.

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