La caduta di Sepang, il duello mancato con Marquez e i lavori sulla M1, Valentino Rossi sicuro: “sarebbero stati due giri alla morte!”

valentino rossi AFP/LaPresse

Valentino Rossi analizza la sua gara a Sepang: le parole del Dottore dopo la caduta nel Gp della Malesia

Domenica dolce e amara per Valentino Rossi al tempo stesso: il Dottore infatti festeggia e sorride per il titolo Mondiale conquistato da Pecco Bagnaia a Sepang e per la prima vittoria iridata del fratello Luca Marini, ma non può sorridere per il suo Gp della Malesia.

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Il nove volte campione del mondo stava infatti dominando la gara, quando, a quattro giri dal termine, è incappato in una caduta che ha infranto ogni sogno, suo, del team e di tutti i suoi tifosi. Nonostante la caduta, Valentino Rossi è abbastanza positivo per i miglioramenti della Yamaha: “negli ultimi giri soffriamo ancora un pochino e dobbiamo rallentare. Io stavo provando a spingere, come ho spinto in tutta la gara, però mi sentivo bene: avevo un buon passo e riuscivo ad essere costante. Probabilmente Marc mi avrebbe raggiunto, ma sarebbe stata una bella lotta, quindi è un grande peccato. Io volevo spingere, perché vedevo che comunque stava facendo fatica per venire a prendermi. Speravo che potesse arrivare il più tardi possibile e che poi ce la potessimo giocare. Devo ancora riguardare la caduta, perché non ho avuto tempo. Come accade sempre quando cadi, io non mi sono accorto di niente. Di solito in quel punto ti si chiude il davanti, invece a me è scivolata dietro. Evidentemente se sono caduto però ho fatto un errore. Non lo so se ero più largo, però potrebbe essere“, ha dichiarato a Motorsport.

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Sarebbe stato bello vedere come sarebbe andata a finire. Poi sicuramente Marquez è il più forte in questo momento, ha vinto il Mondiale e ha vinto anche nove gare. Per quello che ci riguarda, abbiamo migliorato un sacco, ma negli ultimi giri siamo ancora un pochino in difficoltà. Anche Vinales in Australia ha dovuto rallentare, la differenza è che lui era da solo e quindi ha vinto, io invece avevo Marquez vicino. Comunque mi fa piacere di essere uno stimolo per Marc. C’è stato un momento della gara in cui avevo portato il vantaggio quasi a 1″3 e lì mi sono detto che se fossi riuscito a dare un altro strappo, probabilmente sarei arrivato da solo. Poi lui ha fatto tre giri veloci ed ho capito che gli ultimi due giri sarebbero stati alla morte. Sarebbe stata una bella lotta, perché credo che me la sarei potuta giocare nel corpo a corpo“, ha aggiunto il Dottore.

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Abbiamo cercato di stravolgere il setting della moto, per cercare di aiutare al massimo la gomma posteriore. Dalla Thailandia abbiamo fatto un bel passo avanti, ma abbiamo ancora bisogno di un aiuto durante l’inverno. Ho parlato molto con i giapponesi e sembra che stiano lavorando. In realtà perché Zarco usa dei setting molto simili ai nostri, quindi forse ha fatto più la differenza lavorare sul setting che le ultime novità. Stiamo lavorando molto sul software, però adesso ci vuole anche un po’ di hardware anche dal Giappone“, ha concluso.

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