MotoGp, Pedrosa rispolvera i ricordi: “in carriera ho sempre combattuto, adesso vado alla Ktm per…”

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Il pilota spagnolo ha parlato della propria carriera, rispolverando tutti i ricordi positivi e negativi che hanno caratterizzato i suoi anni nel Motomondiale

Trentatré anni, di cui diciotto trascorsi nel Motomondiale a sgomitare al fianco dei migliori piloti del mondo. Per Dani Pedrosa è il momento di dire basta, dopo aver ottenuto un titolo in 125 e due in 250, oltre alle 54 vittorie che impreziosiscono la carriera dello spagnolo.

dani pedrosa

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L’anno prossimo sarà collaudatore della Ktm, lasciando quella Honda che tante soddisfazioni le ha regalato nel corso della sua vita: “le moto sono la mia passione, il sogno di bambino. È strano quello che provo in questo momento, fatico a spiegarlo. Magari tra un po’ lo capirò meglio. Ci ho provato sempre, perché a me piace vincere” le parole di Pedrosa alla Gazzetta dello Sport. “Il mio dna è quello. Il titolo mondiale mancato in MotoGp? Non ce l’ho fatta per vari motivi, anche un po’ di sfortuna, come nel 2012 e 2013. Non è successo, ma dentro di me sono tranquillo. E ho bei ricordi, come quando i meccanici andavano in pista a guardarmi per poi dirmi che sono quello che guida meglio di tutti, il più bello da vedere. Sono sempre rimasto fedele alla Honda, una cosa così oggi non esiste quasi più. Ma per me è stato naturale e logico. Nella mia carriera ho sempre combattuto, superando i problemi di gomme, di peso della moto e del mio fisico, e ne sono ancor più orgoglioso. Nessuno ha mai capito veramente lo svantaggio che questa categoria ha rappresentato per me. Così, alla fine posso dire solo una cosa: sono contento“.

pedrosa

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Lo spagnolo poi si sofferma sui compagni di squadra avuti in carriera: “quando hai un compagno forte è complicato, anche se guidando la stessa moto ti dà il valore reale di quello che tu sai fare. Un tempo il regolamento permetteva di cambiare molto la moto, motore, elettronica. Ora è tutto molto standardizzato e quindi più complicato. Mi sono dovuto adattare a quello che piace a Marc ed essendo più sensibile di lui, questo a volte ha fatto la differenza. In positivo, ma anche in negativo. La Ktm? Gare non ne farò più, il lavoro sarà di aiutarli a recuperare terreno. Non hanno grande esperienza, proveremo a capire in che direzione andare il più velocemente possibile“.

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