Morte Astori, nuova perizia sulla patologia che ha ucciso il calciatore: nel 20% dei casi non lascia tracce

Davide Astori AFP/LaPresse

Secondo uno studio dell’Università di Padova, la malattia che ha colpito Astori è difficilmente riscontrabile e nel 20% dei casi non lascia tracce

Sono passati 8 mesi dalla morte di Davide Astori, trovato senza vita nella sua camera di albergo ad Udine prima del match contro l’Udinese.

Davide Astori

AFP/LaPresse

Le indagini sul decesso del capitano della formazione viola proseguono, il Corriere della Sera ha rivelato come il procuratore di Firenze Creazzo abbia chiesto all’Università di Padova di occuparsi della malattia che ha ucciso Astori, essendo questo Ateneo tra i più ferrati sull’argomento. La fribrillazione ventricolare da cardiomiopatia aritmogena è una malattia invisibile difficile da diagnosticare anche per i medici sportivi e colpisce per la maggior parte atleti, poiché l’attività sportiva moltiplica per cinque il rischio di morte. Non avendo gli screening effettuati sul calciatore evidenziato particolari problemi al cuore, se ne deduce che si tratti di una malattia killer che nel 20% dei casi non lascia tracce. La morte di Astori potrebbe dunque essere riconducibile a questa patologia, nonostante la perizia dell’Università di Padova non fughi tutti i dubbi sulle responsabilità.

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