Foggia calcio, la malavita tentò di imporre l’ingaggio di alcuni calciatori

LaPresse/Donato Fasano

Foggia, la malavita foggiana tentò di legarsi anche al mondo del calcio con l’imposizione dell’ingaggio di alcuni calciatori

Dall’indagine che ha portato stamane al blitz denominato “La decima azione“, nel corso del quale i carabinieri e la polizia di Stato hanno arrestato 30 presunti esponenti della Mafia foggiana, la cosiddetta Società, è emerso che l’organizzazione malavitosa ha operato in numerosi settori illeciti in forma quasi monopolistica. Uno degli ambiti di maggiore interesse è rappresentato dalle estorsioni, realizzate a tappeto nei confronti, ritengono gli inquirenti, di tutti gli operatori economici operanti nella città di Foggia: dalle agenzie funebri ai gestori di slot machine, passando per gli esercizi commerciali e gli imprenditori edili. Si è registrato anche il tentativo di condizionamento della società calcistica del Foggia, all’epoca militante nel campionato di Lega Pro. Infatti in alcune intercettazioni telefoniche è emerso che, i membri della Società Foggiana avrebbero imposto alla società sportiva Foggia Calcio la stipulazione di contratti di ingaggio nei confronti di persone vicine all’associazione mafiosa, pur non disponendo di qualità sportive significative. E’ emerso come l’attività di infiltrazione si realizzava anche imponendo l’assunzione delle persone indicate dagli appartenenti alla Società Foggiana, come nel caso dell’azienda Tamma. E ancora l’attività estorsiva riguardava tutte le sale scommesse, anche quelle gestite da familiari e parenti …(”perché non ce ne frega niente  … il giro delle macchinette quelli noi li dividiamo ogni tre mesi”, si legge nella trascrizione di alcune intercettazioni) e i costruttori edili … (”devono pagare: ho detto se non stai vendendo, tu neanche costruisci. Comunque ho detto a noi non ce ne frega niente…ci devono pagare tutti quanti, tutti i costruttori”, questo il testo di un’altra conversazione). (Pas/AdnKronos)

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