F1, Vettel a cuore aperto: “sogno il Mondiale con la Ferrari, il mio futuro è qui. Raikkonen? Ecco perché andiamo d’accordo”

VETTEL LaPresse

Il pilota della Ferrari ha parlato di vari temi, soffermandosi sul suo prossimo compagno di squadra e sui progetti per il proprio futuro

Quattro titoli mondiali già in tasca, gli ultimi due conclusi al secondo posto dietro una Mercedes apparsa nella seconda parte di stagione piuttosto superiore. Sebastian Vettel però non si arrende, le parole sussurrate ad Hamilton subito dopo il Gp del Messico lo sottolineano. L’anno prossimo ha intenzione di riprovarci, entrando anche lui nella stretta cerchia dei piloti riusciti a vincere cinque o più titoli.

Vettel

Photo4/LaPresse

Intervistato da Motorsport.com, il tedesco ha parlato di tutto, iniziando però da una considerazione precisa: “è giusto dire che abbiamo avuto una monoposto molto competitiva, ma non concordo con chi ha la percezione che la nostra vettura sia stata dominante in Belgio. Se ripenso ai risultati che abbiamo ottenuto da inizio anno non vedo una superiorità dominante. Pensa a Spa, non avevamo la pole, a prescindere dalle condizioni ed abbiamo sfruttato la conformazione della pista sfruttando la salita dell’Eau Rouge che si fa in pieno e il lungo rettilineo successivo. Nel 2017 non avevamo la stessa potenza e per questo il sorpasso dodici mesi fa non fu possibile, mentre quest’anno non avevamo più quel gap di cavalli quindi sono stato in grado di sfruttare la scia riuscendo a passare. Lewis è stato sempre vicino, due o tre secondi, aveva lo stesso ritmo perché i tempi erano nello stesso decimo. Poi a un certo punto ha rinunciato, ed è per questo che sotto la bandiera a scacchi ci hanno diviso otto secondi, ma con questo non credo che avessimo una monoposto dominante. Durante questa stagione in diversi Gran Premi siamo stati molto vicini, con dei passi di gara competitivi, ma non c’è una corsa in cui abbiamo dominato, cosa che invece è avvenuta a parti invertite. Se guardi le gare in Spagna, Francia, Russia, credo che in quelle occasioni la Mercedes ha confermato una superiorità notevole, cosa che nel nostro caso non c’è mai stata. Con questo non vorrei essere frainteso: non sono qui a sostenere che abbiamo avuto a disposizione una macchina non all’altezza, perché so di avere una monoposto competitiva, ma non sono d’accordo con chi sostiene che abbiamo avuto una vettura superiore“.

Photo4/LaPresse

Il pilota tedesco poi traccia un bilancio della crescita della Ferrari dal suo arrivo a Maranello fino ad oggi: “la monoposto è cresciuta molto, ci sono stati dei miglioramenti enormi in tutte le aree. Ovviamente il mio ruolo è quello di guidare la macchina, non sono certo io che progetto la macchina o strutturo il team, ma essendo parte della squadra non posso che confermare quanto il team sia cresciuto, e credo che lo possano dire tutti coloro che sono in Ferrari. Abbiamo ottime persone sia a Maranello che in pista, professionisti di talento in grado di trovare idee, soluzioni, concetti nuovi, credo ci siano tutti gli ingredienti di cui abbiamo bisogno. Ci manca l’ultimo passo, quello finale, ma sono abbastanza sicuro che arriverà. La gente crede nella Ferrari, ama la Ferrari, e quando non riusciamo a soddisfare i desideri di tutti i sostenitori è naturale che ci sia delusione. Questo fa parte del gioco”.

Photo4 / LaPresse

Sul momento in cui il Mondiale è svanito, Vettel non ha dubbi: “Singapore e Sochi hanno inciso, in quei weekend non ci siamo confermati veloci. Alla fine per lottare per un Mondiale devi avere sempre una buona performance e, come ho sempre detto, già dallo scorso anno, ciò che conta è confermarsi sempre in lotta per la vittoria. In alcune gare non abbiamo avuto la stessa performance della Mercedes e loro sono stati in grado di fare bottino pieno, guadagnando molti punti in quelle occasioni. Noi, al contrario, non abbiamo capitalizzato i punti che speravano in due, tre o quattro occasioni, come sapete, e questo è stato un peccato. Credo che l’entusiasmo sia un aspetto positivo, perché è per questo che la gente ama il nostro sport. A volte questa dose di passione comporta ricevere molte critiche, ma ci sono anche persone che non lo fanno, o lo fanno di meno, ma fa parte del gioco. A volte trovo che le critiche non sono motivate, ma anche quando sei giudicato come un eroe a volte non è sempre giusto. Alla fine credo che sia corretto tenere le distanze, piuttosto che analizzare tutto ciò che viene detto e scritto parola per parola“.

LaPresse/Photo4

Un anno caratterizzato anche dalla morte del presidente Marchionne: “credo che la squadra sia riuscita a restare molto compatta, e non credo che si debbano usare i risultati arrivati per trarre delle conclusioni. Ovviamente era una parte fondamentale del nostro team, guidava la nostra squadra, e apprendere della scomparsa di una persona di questa caratura in modo improvviso, è sempre dura. Ma siamo una grande squadra, formata da tanti reparti e grandi professionisti, e sotto molti aspetti, sanno comunque cosa devono fare. Non credo che il peso di un impatto si senta nel breve periodo, quello che è successo in questa stagione credo non sia collegato alla scomparsa del Presidente. La Ferrari è diversa e questo per me è un aspetto positivo. Come ho detto prima, spesso intorno a noi c’è tanto entusiasmo, ed è importante viverlo come un aspetto positivo”.

Raikkonen e Leclerc

AFP PHOTO / GERARD JULIEN

L’anno prossimo il compagno di Vettel sarà Leclerc: “sarà sicuramente diverso, perché Charles non è Kimi e Kimi non è Charles. È un ragazzo giovane, credo che avrà molti pensieri nella sua testa e penso che nell’interesse del team dovremo lavorare insieme. Sono certo che vuole battermi come io voglio batterlo, le regole sono chiare, e sono le stesse regole che ci sono con Kimi. Penso che la chiave sia il lavorare insieme e, come ho detto, avrà molte cose nella sua testa. Ma sono il suo compagno di squadra, quindi sono anche qui per aiutarlo. Non sono il tipo che si nasconde o che fa i ‘giochetti’, è per questo che penso di andare molto d’accordo con Kimi, perché su questo fronte siamo molto simili. Vedremo. Il mio futuro? Al momento sono qui. I rapporti sono regolamentati da contratti firmati, ma credo che sia ancora più importate essere contento dei rapporti che si hanno con le persone con cui lavori. Al momento sono qui, e il mio obiettivo è sempre lo stesso, quindi mi immagino qui in futuro”.

Vettel

Photo4/LaPresse

Un sogno nel cassetto c’è ancora, Vettel lo sottolinea: “spero che il prossimo sia quello di vincere un Mondiale con la Ferrari, non penso poi che si possa chiedere di più. Forse ho avuto anche troppo, sono accadute tante cose in breve tempo, ma sono una persona che guarda sempre avanti, e alla fine non vedo l’ora di poter ancora vivere la mia emozione più grande, o di disputare la mia migliore gara, e in un certo senso di vivere un periodo ancora migliore della mia carriera da pilota. Penso che sia giusto così, magari un giorno quando dopo i 40 anni andrò in pensione, sarà comunque importante avere lo spirito per guardare avanti a quello che sarà, piuttosto che voltarmi indietro pensando a quale è stato il mio giorno migliore o a quale è stata la mia gara più esaltante. Trovo che sia triste vivere di passato, personalmente mi auguro di guardare sempre avanti”.

Valuta questo articolo

4.3/5 da 15 voti.
Please wait...


FotoGallery