F1, Liberty Media fa piazza pulita: “sostituiremo i Gran Premi poco attrattivi con altri più coinvolgenti”

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Chase Carey ha rivelato di avere in mente un corposo restyling del calendario di Formula 1, che si articolerà su tre fattori

Liberty Media ha intenzione di rivoluzionare il calendario di Formula 1, eliminando i Gran Premi poco attrattivi per sostituirli con altri più ricchi e coinvolgenti.

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E’ quanto ha affermato Chase Carey, convinto di portare a 25 il numero delle gare annuali per coinvolgere maggiormente il pubblico: “gli eventi oggi sono più importanti che mai e noi abbiamo eventi di livello mondiale. Dobbiamo concentrarci sul massimizzare il valore dei nostri eventi e incoraggiare località che li possano ospitare. Pensiamo che il nostro messaggio abbia colto nel segno e che esistano tante città che possano ospitare i nostri eventi. Pensiamo ci sia potenziale per crescere, una crescita significativa, nel segmento che riguarda la promozione dei nostri eventi nel corso dei prossimi anni. La crescita sarà guidata da tre fattori. Primo, ci aspettiamo di espandere il nostro calendario oltre le attuali 21 gare che compongono il calendario. L’espansione sarà modesta, ma saremo felici di vedere aumentare il numero di GP, di vederne la qualità e la diversità. Siamo sulla strada giusta per quanto riguarda la qualità delle nostre gare. Ogni gara deve essere un evento fantastico per i fan, ma anche dal punto di vista del business. La gara che abbiamo annunciato, quella in Vietnam, è il primo esempio di eventi che garantiranno un grande circuito per correre, che possano catturare l’attenzione mondiale. Secondo, ci aspettiamo di sostituire alcune gare che fanno parte del calendario attuale di cui abbiamo accordi poco attrattivi con nuovi eventi o nuovi accordi, che rappresenteranno una base migliore per le corse e migliori introiti. Terzo, possiamo trarre valore dalla nostra esperienza legata all’ospitalità, i grandi eventi di oggi possono sempre offrire esperienze uniche a clienti disposti a pagare, fatte su misura“.

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