Donnarumma si prende la Nazionale: “ringrazio Mancini, le critiche? Io guardo sempre avanti”

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Gigio Donnarumma è pronto a scendere in campo con la Nazionale italiana nel ‘suo’ San Siro, il portiere ha la piena fiducia di Mancini

Giochiamo contro il Portogallo in un grandissimo stadio, casa nostra, sono sicuro che i tifosi ci daranno una grandissima mano e noi faremo di tutto per vincere la partita e per sperare di arrivare al primo posto. Dobbiamo crederci e abbiamo tutte le carte in regola per fare una grande partita“. E’ convinto della spinta in più di San Siro il portiere del Milan e della nazionale, Gianluigi Donnarumma, alla vigilia della sfida di Nations League contro il Portogallo. Il n.1 classe 1999 ai microfoni di ‘Rai Sport’ torna poi a parlare dell’eliminazione mondiale contro la Svezia proprio sul campo del Meazza. “E‘stato il momento più brutto della mia pur breve carriera perché come squadra non meritavamo di essere fuori dai Mondiali e soprattutto Gigi Buffon non meritava di finire così in azzurro, ed è stata una bella botta per lui. Non meritava di finire così dopo quello che ha dato per questa Nazionale: ha dato tutto ed è stato il miglior portiere al Mondo”. Donnarumma parla poi degli insegnamenti che gli sono arrivati da Buffon. “In allenamento ogni esercizio che facevamo aveva un consiglio da darmi su tutto. Io non posso che ringraziarlo perché per me è stato molto importante. Lui mi diceva sempre di stare tranquillo e di rimanere con i piedi per terra perché era la cosa più importante. Io cerco di lavorare sempre al massimo e dare tutto me stesso, poi le cose arrivano con l’impegno e con il sacrificio. Il mio obiettivo è lavorare sempre al massimo ed andare il più avanti possibile. Volevo diventare titolare nella Nazionale, però poi è normale che tutto ciò devi guadagnartelo sul campo con il duro lavoro“.

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Photo by Francisco LEONG / AFP

Il portiere del Milan e della Nazionale, a 19 anni parla della sua carriera e della sua giovane età. “Per me è stato un periodo un po’ difficile perché inconsciamente dici ‘non ci penso’, ma è normale che ci pensi sempre. Mi hanno aiutato la mia famiglia e la mia fidanzata che mi sono sempre stati vicini e non mi hanno fatto sentire tantissimo le difficoltà e mi hanno fatto andare avanti senza guardare a queste cose. Adesso guardo sempre avanti, sia dopo le critiche che dopo gli elogi. Sono contento di indossare la maglia della Nazionale e di difenderla. Sono migliorato ma non è mai abbastanza. Si può migliorare a 18, a 30 come a 40 anni. C’è sempre tempo per migliorare, io lo farò sempre, anche sul dettaglio perché è molto importante lavorare sul dettaglio, ovvero sull’errore che in partita si commette”. Un pensiero anche per il ct Mancini.Lo ringrazio per la fiducia, sono molto orgoglioso di rappresentare questa Nazionale, perché penso che sia il sogno di tutti i bambini. Il mister ha un buon rapporto con tutti e questa è una cosa molto bella. Fa sentire importanti tutti e fa dare a tutti il massimo in allenamento. Penso che il mio rapporto con lui sia uguale a quello che ha con gli altri: gioioso e scherzoso. Cosa pretende da me? Prima cosa parare, e poi di giocare anche la palla con i piedi che è un qualcosa che si fa nel calcio di adesso”. Infine sui tanti giovani convocati dal ct. “Sono bravi giocatori, altrimenti mister Mancini non li avrebbe chiamati; devono crescere come dobbiamo crescere tutti perché siamo tutti molto giovani“. (Int/AdnKronos)

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