UFC 229 – Perchè Nurmagomedov ha attaccato il clan di McGregor? La verità in conferenza stampa: “Conor ha…” [VIDEO]

Khabib Nurmagomedov ha spiegato il motivo dell’attacco al clan McGregor nel post match di UFC 229: il fighter russo ha svelato le sue motivazioni in conferenza stampa

Nella giornata di ieri, Khabib Nurmagomedov ha ottenuto una netta vittoria ai danni di Conor McGregor, difendendo la cintura dei Pesi Leggeri a UFC 229. Il daghestano si è imposto al quarto round con una rear nacked chocke, letale per l’irlandese che è stato costretto a cedere. Quello che è accaduto nel post match però ha ‘macchiato’ l’esito dell’incontro: Khabib ha perso la testa, scavalcando al di fuori della gabbia e andando a farsi giustizia da solo contro il clan di McGregor. Questo gesto potrebbe costargli molto caro. In tanti si sono chiesti il perchè di questo folle comportamento, e lo stesso Nurmagomedov ha spiegato le sue ragioni in conferenza stampa: “per prima cosa, voglio chiedere scusa alla Commissione Atletica del Nevada e a Las Vegas. Quella non è stata la mia parte migliore. Sono umano anche io. Comunque non capisco perché la gente continui a parlare del fatto che ho scavalcato la gabbia. Nessuno commenta il fatto che abbia parlato del mio Paese, della mia religione, di mio padre. Quando è venuto a Brooklyn ha distrutto un bus rischiando di uccidere diverse persone. Nessuno dice niente di questa merda? Perché le persone parlano del fatto che io abbia scavalcato dalla gabbia, perché la gente continua a parlare di questa cosa? Non capisco. Mio padre mi ha sempre insegnato ad essere rispettoso. Tutti i membri del team con il quale mi sono allenato per 7 anni in California sanno chi sono. Tutti i miei amici e la gente che mi conosce veramente, sanno chi sono. Ve l’ho detto, quei tizi, non solo lui, tutto il suo team e anche lui, cederanno automaticamente. Quando li metti in difficoltà, cederà. Oggi cede. Questo è uno sport di rispetto, non uno sport di trash talking. Voglio cambiare le regole. Le persone gettano merda sui propri avversari, padri, religione. Non puoi parlare della religione, della nazione. Non puoi parlare di queste cose. Per me sono cose davvero importanti. So che mio padre mi picchierà per quello che ho fatto. Putini mi ha già chiamato dicendomi che è fiero di me, ho vinto, mi ha fatto le congratulazioni”.

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