Sci alpino, Federica Brignone al comando dopo la prima manche del gigante femminile di Sölden

LaPresse/Christian Pfander

La sciatrice azzurra ha fatto segnare il miglior tempo nella prima manche davanti a Viktoria Rebensburg e a Tessa Worley, male le altre azzurre

La Coppa del mondo comincia col piede giusto per Federica Brignone: partita col pettorale numero 1 nel gigante di Sölden, ha chiuso al comando la prima manche, sciando alla grande e mettendosi temporaneamente alle spalle tutte le sue avversarie con il tempo di 58″71 nonostante i soli 18 giorni di allenamento complessivi alle spalle dopo l’infortunio subito il 10 agosto. Le difficili condizioni meteo, con la forte nevicata che si è abbattuta sul ghiacciaio del Rettenbach, hanno costretto gli organizzatori ad “abbassare” leggermente la partenza evitando la prima parte in piano. Così è sul muro iniziale che la Brignone ha fatto la differenza.

Mikaela Shiffrin, campionessa olimpica in carica nella specialità, ha sciato subito dopo la Brignone e nei primi intermedi ha subito perso terreno recuperando parzialmente solo nella parte finale del tracciato, ma chiudendo comunque distante 60 centesimi dall’azzurra. È accaduto lo stesso a gran parte delle atlete migliori, da Tessa Worley (terza a 40 centesimi) a Ragnhild Mowinckel (quinta a 90 centesimi). Al contrario la tedesca Rebensburg, detentrice della coppa di specialità, è rimasta davanti alla Brignone nei primi tre intermedi arrivando anche a -19 centesimi, ma sul piano finale ha rallentato la propria azione finendo 24 centesimi dietro. Per il distacco non altissimo e per la sua qualità sarà l’avversaria più pericolosa per Federica nella seconda manche.

La verità è che non me l’aspettavo – ha commentato Federica Brignone al termine della prima manche – oggi ci sono condizioni molto difficili, non si vede molto bene, la pista è bella e ghiacciata, però è tutta non omogenea, continua a muoversi, per cui il feeling sotto lo sci non è di stabilità ed è difficile lasciare le punte in giù. È quello che ho cercato di fare, ho cercato di sfruttare il numero 1 e ho cercato di spingere, mi sono sentita davvero malissimo. Nella seconda manche non avrò più il numero 1, ma il numero 30: dovrò aggiustare un po’ le linee, non potrò fare quello che voglio, ma cercherò di attaccare da cima in fondo, è un’occasione da prendersi. Come va, va: come ho detto ieri per me è già un risultato essere qui alla partenza“.

Non è andata benissimo alle altre azzurre del primo e del secondo gruppo: Marta Bassino e Francesca Marsaglia (al rientro dopo il lungo stop) non sono riuscite a concludere la prova, Irene Curtoni è finita a oltre tre secondi dalla Brignone. “Purtroppo per me è finita subito, sono decisamente arrabbiata – ha spiegato la Bassino – non ho niente da dire perché ho fatto davvero poche porte.  Credo di aver girato un po’ i piedi perché ero un filo lunga e da lì poi era tutto un po’ mosso e sono scivolata. Si guarda avanti? È l’unica cosa da fare inutile piangersi addosso“.

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