Parma, la società torna nelle mani degli imprenditori emiliani: ‘Nuovo Inizio’ rileva il 60% del club

Parma deferito dalla Procura Federale, adesso rischia seriamente di 'perdere' la Serie A - Foto LaPresse - Francesca Soli

La società ‘Nuovo Inizio’ ha rivelato di aver completato nella giornata di oggi il processo di ri-acquisizione della maggioranza di Parma Calcio 1913, di cui detiene attualmente il 60%

Il controllo del Parma torna nelle mani degli imprenditori parmigiani che intendono innanzitutto garantire stabilità e certezze alla squadra, allo staff, ai collaboratori e ai tifosi. Nuovo Inizio, la società costituita dagli imprenditori parmigiani Guido Barilla, Giampaolo Dallara, Mauro Del Rio, Marco Ferrari, Angelo Gandolfi, Giacomo Malmesi e Paolo Pizzarotti, comunica di avere completato nella giornata di oggi il processo di ri-acquisizione della maggioranza di Parma Calcio 1913, di cui detiene attualmente il 60%.

Ad annunciarlo nel corso di una conferenza stampa è stato il vicepresidente e portavoce di Nuovo Inizio Marco Ferrari, unitamente ai soci di Nuovo Inizio Pietro Pizzarotti e Giacomo Malmesi. “Il ruolo che Nuovo Inizio ha deciso di ricoprire dopo i disastri del fallimento del Parma FC ci è sempre stato chiaro -dichiara Ferrari- riaccendere la scintilla del calcio a Parma, accompagnare la squadra nel ritorno a livelli consoni alla sua tradizione e alle sue potenzialità ed identificare investitori affidabili e focalizzati che possano ricoprire nel lungo termine il ruolo degli imprenditori sportivi nella nostra città. Circa un anno fa – evidenzia Ferrari – eravamo convinti di aver identificato il profilo giusto, cedendo il controllo della società al presidente di Desports Jiang Lizhang, che non solo aveva alle spalle una storia imprenditoriale di alto profilo internazionale nel mondo dello sport, ma che si era presentato nel modo migliore, dando inizialmente solida prova di concretezza al proprio impegno. Rispetto alle premesse iniziali, abbiamo purtroppo dovuto prendere atto di uno scenario differente“.

Non è semplice da parte nostra leggere con certezze questa situazione, ma probabilmente le mutate politiche governative di Pechino rispetto agli investimenti esteri nel calcio hanno avuto un peso determinante nel modificare le prospettive -prosegue Ferrari – abbiamo assistito ad una crescente difficoltà del socio cinese ad ottemperare con tempestività ai numerosi obblighi che un business iper-regolamentato come il calcio italiano impone alle società calcistiche e quindi ai loro soci di maggioranza. Di fronte a queste difficoltà, nei mesi scorsi, Nuovo Inizio si è messa ripetutamente a disposizione della Società, ben oltre il ruolo di un’azionista di minoranza. Abbiamo concesso numerose possibilità e dilazioni rispetto alle pattuizioni originarie, ma infine abbiamo dovuto prendere atto di una situazione che non poteva – a tutela della stessa Società – essere dilatata ulteriormente, e abbiamo esercitato quei diritti che avevamo concordato e regolamentato con chiarezza, a garanzia del Parma Calcio, sin dall’inizio della relazione”.

“L’accordo sottoscritto da Nuovo Inizio con il precedente socio di maggioranza -precisa l’avvocato Giacomo Malmesi, socio di Nuovo Inizio- prevedeva appunto l’autorizzazione, a determinate condizioni, a riacquistare il 30% del capitale sociale di Parma Calcio 1913 S.r.l. da parte della nostra compagine. Poiché le condizioni si sono verificate e Nuovo Inizio S.r.l. ha ritenuto opportuno tutelare gli interessi del Parma Calcio, la partecipazione azionaria da noi detenuta è ritornata ad essere del 60%”.

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